C’è stato un tempo in cui Danilo Iervolino si fece portavoce della volontà di rivoluzionare il calcio. Non solo con gli slogan o a mezzo stampa. Il patron della Salernitana si fece firmatario di quello che, nel gennaio 2024, il Corriere dello Sport presentò come “Lodo Iervolino”. Erano gli anni della serie A, con una Salernitana ancora in lotta per la salvezza con Filippo Inzaghi allenatore, subito dopo l’avvento di Walter Sabatini come direttore generale.
Pensieri che ritornano d’attualità nei giorni più tristi per l’intero movimento calcistico italiano. Gabriele Gravina, dopo il triplete di mancate qualificazioni della Nazionale ai Mondiali, si avvia a lasciare la poltrona di numero uno. E chissà se non ci sia spazio anche per i rimpianti. Nel documento, a firma di Danilo Iervolino, diverse le aree di intervento condivise con gli altri club di serie A: Il primo punto riguardava la sostenibilità finanziaria dei club attraverso un intervento regolatore per impedire il disavanzo gestionale ed un flessibilità contrattuale essenziale per proteggere i club da tracolli sportivi legati alla rigidità degli ingaggi. Il secondo punto evidenziava la necessità di investimenti nelle infrastrutture degli stadi, considerati luoghi vitali per le città. Il terzo punto affrontava la fiscalità, suggerendo un credito d’imposta sugli investimenti nei vivai di tutto il professionismo sportivo.
Il quarto punto si concentrava sul settore delle scommesse, evidenziando la necessità di consentire al calcio di partecipare al reddito generato da questa attività economica. Infine, il quinto punto riguardava la riforma dei campionati, con i piccoli club che chiedono una riduzione delle retrocessioni e promozioni per stabilizzare gli investimenti. E rivendicando, inoltre, autonomia per la Lega Calcio dalla Figc.
