Dici 24 maggio e per la città di Salerno è un colpo al cuore. Il tempo passa inesorabile, tocca quota 27 anni da quella tragedia che segnò la vita non solo di una tifoseria ma di un popolo ferito a morte. Una cicatrice che puntualmente ogni 24 maggio non smette di far male, un graffio sul cuore che brucia. La storia della Salernitana ha in quella maledetta tragedia della galleria di Santa Lucia un punto di non ritorno. Quel viaggio ricco di delusione per la retrocessione in serie B dopo la sfida di Piacenza, il carico di tensioni e paura. Poi le fiamme ad inghiottire i vagoni, restituendo i corpi senza vita di Vincenzo Lioi (15 anni), Ciro Alfieri (16 anni), Giuseppe Diodato e Simone Vitale (entrambi 23 anni). I quattro angeli di Salerno, vite spezzate lasciando un vuoto incolmabile.
L’omaggio della Salernitana
Gli ultras ricorderanno Vincenzo, Ciro, Giuseppe e Simone questa mattina presso il cimitero comunale e anche questa sera prima della sfida con l’Union Brescia sugli spalti dell’Arechi con cori e striscioni. Anche la Salernitana si stringerà al dolore del suo popolo. Prima del fischio d’inizio i quattro supporters della Bersagliera verranno ricordati depositando dei fiori sotto la Curva Sud Siberiano. Un gesto simbolico, rituale che il club da anni compie presso il cimitero comunale. Salerno piange e ricorda i suoi quattro angeli.
Il ricordo di Bani
Anche per il mondo del tifo di Brescia la trasferta di Salerno riapre vecchie ferite. L'Arechi fu cornice di un incidente che costò la vita a Roberto Bani, tifoso dei lombardi, presente in Curva Nord nel marzo 1996 prima di una caduta sui gradoni che gli costò la vita. Inutile fu la corsa in ospedale. Bani si spense qualche giorno dopo, nonostante la vicinanza del tifo granata che si strinse alla famiglia e ai tifosi della Leonessa. Un gesto molto apprezzato e che sarà ricordato questa sera.
