Quattro su quattro. Un vestito tattico preciso ma soprattutto gerarchie ben delineate. La Salernitana di Serse Cosmi sembrava aver trovato la sua strada. Un 4-4-2 da perfezionare nell’equilibrio, nei collegamenti tra i reparti, nelle marcature preventive quando bisognava rincorrere gli avversari, per una Bersagliera però smaliziata, offensiva, incisiva. I 94’ di Crotone senza grandi sussulti ma soprattutto l’ora di gioco in superiorità numerica senza mai pungere gli avversari un campanello d’allarme importante. La Salernitana si è spenta, tra la supponenza denunciata da Cosmi e qualche segnale di stanchezza, di una lucidità venuta meno nel momento topico della partita.
Quali alternative?
Cosmi ha provato a pescare risorse dalla panchina quando dai suoi titolarissimi sono arrivati segnali negativi. E l’apporto nel secondo tempo ha certificato che, la scelta di puntare quasi sempre sullo stesso undici, al di là della modifica Zoia-Anastasio col Giugliano, sia anche segnale di rotazioni che mancano. Perché Gyabuaa, seppur più coinvolto, al momento non riesce a garantire l’apporto di Tascone e Vitale. Che Varela Djamanca con spazi chiusi fatica a carburare ed essere un fattore come dimostrato nelle scorse settimane. E soprattutto che Lescano al momento non riesce ad incidere. Serve ripartire, andare oltre le gerarchie, provare a rovesciarle. In attesa del miglioramento delle condizioni di Capuano e De Boer.
