Novanta minuti come un leone. L'unica gabbia l'area tecnica. Quella che Serse Cosmi in Salernitana-Scafatese abbandona dopo il gol del vantaggio ospite per chiedere ai suoi calciatori concentrazione, cattiveria, determinazione. Poi in quel rettangolo minuscolo per una furia come il tecnico perugino succedono un bel po' di cose. Un po' come i palloni fatti arrivare in area di rigore soprattutto nel secondo tempo, sottolineati dall'allenatore nella conferenza stampa post-partita. Perchè Salernitana-Scafatese per Cosmi si è trasformata in una sorta di involontaria resa dei conti, sintomo di un nervosismo crescente, incassando e tenendo dentro la frustrazione per un inizio "insufficiente", su sua stessa ammissione, come sottolineano i 14 punti in 10 gare, e pronta ad esplodere dopo la rimonta nel derby. Il gol contestato di Longo lo ha fatto sprofondare nella delusione, poi declinata in frustrazione e rabbia.
Gli attacchi
Cosmi preserva un solo pezzo di Salernitana: la squadra. Parlerà in sala stampa di "calciatori che piangevano di nervoso", esalta la prova di carattere dei suoi dopo una partenza non ottimale, sottolinea che come lui anche gli atleti granata "amano la Salernitana e che non meritavano di essere dileggiati". Proprio questo sarà uno dei temi più dibattuti, soprattutto in conferenza stampa. Cosmi attacca una porzione di Arechi (dai quali sarebbero arrivati fischi e soprattutto ai quali era stato indirizzato il gesto del "silenzio" al gol di Tascone), sottolineando di volere uno stadio unito, compatto. "Bisogna far tremare le gambe agli avversari, non dargli fiducia". Ciò che per Cosmi manca.
Sulle ambizioni
E poi c'è il nervosismo crescente per gli episodi arbitrali, così come qualche stoccata velata anche a chi ha posto più in alto l'asticella delle ambizioni: "Quello che percepisco io non è importante. C’era uno spot: “La fiducia è una cosa importante”. Io mi soffermo sul rendimento che parte dalla quarta giornata. Poi ci sta che dobbiamo cambiare passo, che abbiamo pareggiato troppo, che fuori casa facciamo fatica. Qual è l’obiettivo: vincere il campionato? Noi abbiamo vinto 4-2 contro il Potenza che è in cima. Poi abbiamo battuto il Bari che è secondo e probabilmente ci resterà. Il mio stato d’animo? Sono qui perché amo la Salernitana, non il mestiere. Sono qui perché credo in quello che sto facendo, sapendo anche i limiti di questa squadra. Ci stiamo lavorando. Io mi sento a posto così. Io sono uno di quello che tifa per la mia squadra".
