Esclusiva Bombardini: "Che ricordi quando vincemmo a Palermo"

L'ex granata fu fischiato tutta la gara, ma risultò tra i protagonisti

Salerno.  

Davide Bombardini ha vestito le maglie di Pisa e Salernitana. La nostra redazione, pertanto, ha deciso di intervistarlo alla vigilia della partita di coppa Italia tra le due compagini.

Lei ha giocato nel Pisa ad inizio carriera. Che ricordi ha della stagione vissuta in maglia nerazzurra?

E’ stato il mio primo anno nei professionisti. Fui ingaggiato dal presidente Anconetani. Avevo solo  17 anni e giocai quattro partite. Io volevo giocare con la Primavera per avere più spazio e visibilità, ma il presidente ci teneva affinché giocassi con la prima squadra. Puntualmente mi allenavo tutta la settimana col gruppo per finire la domenica in panchina o in tribuna, nella stragrande maggioranza dei casi. All’ultima giornata supplicai quasi di giocare contro il Bologna. Per me era una gara particolare, al cospetto di tanti amici che erano desiderosi di ammirare le mie gesta sul campo, e feci tre gol. Disputammo lo spareggio contro l’Acireale proprio a Salerno e lo perdemmo ai rigori. Avevamo uno squadrone, composto da gente che poi avrebbe militato in massima serie come Muzzi, Antonioli, Cristallini e il compianto Franco Rotella: assurdo la nostra retrocessione. Ricordo che Anconetani era un presidente vecchio stampo, preparava addirittura da mangiare. Amava così tanto il Pisa che svenne quando seppe che avevamo perso lo spareggio di Salerno”.

Salerno, invece, ha potuto ammirare il “mago di Faenza” nella maturità calcistica. Che ricordi ha dell’esperienza in maglia granata?

Conservo bei ricordi. Ogni tanto ripenso a quello stadio, a quella gente, alla carica che può dare il tifo della Curva Sud. Tra tutte le partite, ricordo con particolare piacere quella di Palermo, giocata il 25 gennaio 2004. Fui fischiato dal primo minuto all’ultimo: quel giorno avrò contato 20 striscioni contro di me. Fu una partita particolare perché vincemmo 0-2 con doppietta di Bogdani ed entrambe le reti furono realizzate da Erjon grazie ai miei assist. A 3’ dalla fine chiesi a Pioli di esser sostituito per applaudire i tifosi del Barbera: sapevo che erano fischi d’amori, dettati dal rapporto idilliaco che c’era stato tra me e loro (92 presenze e 15 gol tra il 1999 ed il 2002). I tifosi rimasero in silenzio e fu una cosa strana. Dopo quella partita, Silvio Baldini fu esonerato e venne chiamato Guidolin a sostituirlo. Il Palermo alla fine salì in massima serie ed il successo esterno acquistò un valore ancora più fondamentale, in considerazione anche della presenza di un fuoriclasse come Toni tra i rosanero”.

Che rapporto ha avuto con Pioli e Gregucci, i due allenatori granata dell’epoca? E con il presidente Aliberti?

Ebbi buoni rapporti con tutti e tre. Con Pioli ci furono più alti e bassi, ma poi alla fine c’è stato sempre stato un rapporto di reciproca stima a tal punto che lo stesso Piolo premeva per avermi a Parma quando fu chiamato per allenare i ducali in serie A. Tra me e Gregucci c’era un confronto continuo, mi responsabilizzava parecchio. Spesso dicevo ad Aliberti di allestire una rosa per centrare la promozione. Il secondo anno ci provammo, ma giunse una salvezza all’ultima giornata. Mi dispiacque per il fallimento”.

E’ rimasto in contatto con qualche suo ex compagno a Salerno? Segue ancora la Salernitana? Ritornerà all’Arechi?

Ogni tanto vedo le partite alla televisione, vedo lo stadio pieno e mi vengono i brividi. E’ stato un peccato vedere la Salernitana arrangiarsi e lottare per salvarsi nella passata stagione, non è quella la dimensione di Salerno. Potenzialmente potrebbe ambire a palcoscenici più consoni alla sua realtà. Molti ex colleghi li ho incontrati nuovamente da avversari. Mi sento spesso con Ferrarese e parliamo del passato. Volevo tornare a Salerno per il ritorno del play out contro il Lanciano, ma dopo l’1-4 dell’andata pensai che il più era fatto. Rivedere l’Arechi pieno mi regalerebbe una grossa emozione.

Cosa pensa di fare in futuro?

Non mi dispiacerebbe restare nel mondo del calcio. Non ci sono state al momento proposte serie. I progetti non sono duraturi e spesso sono inconsistenti. Mi piacerebbe avere un ruolo dietro la scrivania, magari come talent scout dei giovani. Non penso ad un futuro ancora sul campo. Sono stato sul rettangolo verde a giocare per vent’anni: credo di aver già abbondantemente dato”.

Redazione Salerno