"Il nostro obiettivo è quello di non ripetere gli errori della stagione passata: che questo campionato sia di insegnamento per tutti, società compresa". Parole e musica di Claudio Lotito e Marco Mezzaroma all'indomani della vittoria sul Lanciano che permise al sodalizio di via Allende di festeggiare la salvezza pur con qualche patema d'animo di troppo. Il tallone d'Achille fu indubbiamente il reparto arretrato, falcidiato dagli infortuni e spesso capace, con errori clamorosi, di invalidare quanto di buono fatto dalla coppia d'attacco. Stavolta la proprietà è partita con il piede giusto, acquistando due terzini di spessore e blindando un calciatore destinato a fare la differenza e che, con il contratto in scadenza, sarebbe stato ambitissimo in cadetteria. Anche ieri Alessandro Bernardini ha ripagato la fiducia di dirigenza e staff tecnico: è stato lui, per distacco, il migliore in campo al "Barbetti", 120 minuti di assoluto spessore indipendentemente dal compagno di reparto. Sia con Tuia, sia con Mantovani, infatti, Bernardini è apparso a proprio agio e, pur ritrovandosi a fronteggiare elementi rapidi e validi come Peralta, Varela, Montella e Lupoli, l'ex Livorno non ha sbagliato praticamente nulla: di testa o in scivolata, d'anticipo o di esperienza, "the wall" ha rappresentato un baluardo insormontabile per gli attaccanti nerazzurri per tutti e 120 i minuti di gioco. La ciliegina sulla torta è stata la fascia di capitano che ha indossato per la prima volta dopo la sostituzione di Moro, un riconoscimento meritato per un atleta molto stimato dalla tifoseria e che, se in condizione, sarà un valore aggiunto insostituibile per mister Sannino, suo mentore sin dai tempi di Varese.
Gaetano Ferraiuolo
