Un po' come il primo giorno di scuola. E poco importa se si gioca per la vittoria del campionato o per una semplice salvezza, se si milita in serie B o nell'inferno della Lega Pro. A Salerno la prima partita stagionale si vive sempre con grandissimo trasporto emotivo ed è sufficiente camminare per strada per respirare un clima diverso, contagioso. Anche chi segue il calcio con maggiore distacco sarà incollato al televisore per seguire il match tra Spezia e Salernitana, un'intera provincia spingerà idealmente il cavalluccio marino sperando di vivere un'annata diametralmente opposta a quella conclusasi l'8 giugno scorso in un Arechi da 26mila presenze malgrado l'obiettivo virtualmente raggiunto. Salerno è questa: trasmette pressioni, talvolta è esigente, ma è capace di emozionarsi e di emozionare come poche. La quasi secolare storia granata non racconta di coppe, scudetti e qualificazioni europee, ma inorgoglisce un popolo profondamente legato alla città e alla sua squadra di calcio, in nome di una fede che "si tramanda di padre in figlio perchè è troppo forte il sentimento che io porto dentro" per parafrasare una delle più belle canzoni della Sud.
La prima di campionato riporta alla mente vecchie e mai sopite emozioni: dal catino infernale del "Vestuti" al ribollente tifo dell'Arechi, dal 2-0 al Verona che diede vita alla cavalcata trionfale verso la A a quel gol di Song all'Olimpico di Roma che fece sognare i 15mila salernitani che lasciarono a bocca aperta la torcida giallorossa. "Padroni di Roma per 90 minuti" titolavano cronache locali e nazionali, una soddisfazione immensa per un pubblico che, ancora una volta, seguirà in massa il cavalluccio marino trascinandolo nei momenti di maggiore difficoltà. Perchè la Salernitana, per i salernitani, non sarà mai una semplice squadra di calcio, ma un motivo di vita, un qualcosa da "studiare a livello sociologico" come ama ripetere patron Mezzaroma. Da oggi si scrive una nuova pagina di storia, quella storia di cui il popolo granata è fiero ed orgoglioso. Dal Vianema all1-0 sulla Juventus passando per le rimonte con Cagliari e Vicenza, il gol di Lazzaro al 94', le prodezze di Di Bartolomei, la grinta di Gattuso, le trasferte a Budoni, la rinascita dalla D alla cadetteria, la coreografia "Happy" che fece parlare l'intera Europa pallonara. Da stasera il pallone ricomincerà a rotolare e tutto è pronto per vivere una stagione tutta granata: la società sta allestendo una rosa competitiva, l'allenatore è bravo, il gruppo è carico e anche lo Spezia fa meno paura. Al resto penserà il dodicesimo uomo in campo: perchè il pubblico, a Salerno, non è mai spettatore, ma sempre protagonista. Lo insegna la storia, lo dicono i numeri: buon campionAto, SAlernitAnA!
Gaetano Ferraiuolo
