La Salernitana torna a casa con un punto conquistato o con due punti persi? Può risultare “banale”, ma è la classica domanda che ci si pone in diverse occasioni alla fine di una gara di calcio. E' chiaro che in tanti alla vigilia avrebbero sottoscritto la conquista di un punto su un campo difficile come quello di La Spezia. Ma per come si era messa la gara, con un pizzico di fortuna in più, la formazione di mister Sannino avrebbe potuto conquistare l'intera posta in palio. Squadra determinata, grintosa così come vuole il tecnico, finalmente i supporter granata presenti al “Picco” hanno potuto ammirare undici leoni pronti a sudare per la maglia, come non avveniva da tempo. E poi c'è qualcuno che dice che l'allenatore conta poco in panchina.
In ogni caso Sannino può vantare una rosa (al momento un po' ristretta) di tutto rispetto. La Salernitana quest'anno si è presentata alla partenza del torneo con maggiori credenziali rispetto a quello precedente, una squadra più compatta e più tecnica. La qualità è certamente più elevata in tutti i reparti. Dalla difesa sulle fasce con Laverone e Vitale, anche se quest'ultimo ieri non ha giocato e al centro con quel giocatorino Mantovani, davvero niente male. Chiediamo scusa per il paragone forse irriverente, ma chi ha qualche annetto in più ricorderà Beppe Bergomi, quando appena diciannovenne diventò campione del mondo nel 1982 con la nazionale italiana. Giampiero Marini lo battezzò col soprannome “zio” per i baffi che portava, ma soprattutto per l'autorevolezza che mostrava in campo, nonostante la sua giovane età, nei confronti di mostri sacri che si trovava di fronte come avversari. Ecco Mantovani, il giovane “vecchio”, così come lo definisce il suo allenatore. La strada è quella giusta, se il calciatore resterà umile.
Altra nota lieta è la conferma di Odjer a centrocampo, un'operazione di notevole costo per la società, che sta dando però i suoi frutti. Forse non è un caso che con l'uscita dal campo del calciatore per infortunio, la Salernitana abbia cominciato a subìre la veemenza dell'avversario, senza voler nulla togliere all'ottimo Moro. Vogliamo parlare di Rosina? Basta guardare la prestazione di ieri, impreziosita anche dal gol realizzato. Davanti stanno ancora affilando le unghie Coda e Donnarumma. Ieri hanno lottato molto ma sono stati poco incisivi. Resta comunque una coppia d'attacco di tutto rispetto. A cercare il pelo nell'uovo, il calo della ripresa, fisiologico ma anche conseguente alla grossa spinta degli avversari e la mancanza di qualche rincalzo “doc”, utile all'occorrenza in un campionato lungo ed estenuante come quello cadetto. Ma, sotto questo profilo, sia i presidenti Lotito e Mezzaroma che il ds Fabiani hanno garantito che a completamento del puzzle saranno inseriti presto i relativi tasselli.
Maurizio Grillo
