Salernitana-Vicenza, come detto più volte, non sarà una partita come tutte quante le altre. I più ricordano con emozione la doppia vittoria targata Vannucchi, due reti al 90' sotto la curva Sud che misero a repentaglio le coronarie degli spettatori, mai come in quelle occasioni decisivi per il successo dei granata. Lecito, tuttavia, ricordare anche la partita andata in scena il 30 maggio 2010: sul campo una squadra aritmeticamente retrocessa da tempo e capace di collezionare sconfitte in serie dentro e fuori battendo ogni sorta di record negativo, sugli spalti migliaia e migliaia di appassionati che cantarono e incitarono il cavalluccio marino come se si giocasse una sfida decisiva. Nelle settimane precedenti non si parlava d'altro dell'iniziativa di un grande tifoso granata, Adriano De Falco, che, insieme ad un gruppo di amici rilanciò la "folle" idea dei "30mila all'Arechi per una squadra retrocessa", un modo per scuotere una tifosera che aveva vissuto quasi con indifferenza la stagione peggiore della storia della Salernitana.
"30mila persone allo stadio per una partita inutile ed una squadra già in serie C: Salerno, se vuole, può fare questo è altro. Non per i calciatori, non per la società, ma per dare un segnale all'intera Italia calcistica: tutti all'Arechi, non c'è in ballo un risultato sportivo, ma la dignità e l'onore di una tifoseria che ha sempre fatto la differenza" in sintesi il contenuto di centinaia e centinaia di manifesti affissi in città ed in provincia per alimentare l'entusiasmo popolare. Alla fine, ai 3500 abbonati, si aggiunsero 1335 paganti, per un totale di 4835 spettatori: peccato che la società non appoggiò l'iniziativa prevedendo un ribasso del prezzo dei biglietti, rimasto assolutamente invariato rispetto alle gare precedenti.
Redazione Sport
