Edoardo Artistico è doppio ex di Salernitana e Vicenza: 62 presenze e 21 gol coi veneti dal 1990 al 1992, 53 presenze e 18 gol coi campani dal dicembre 1996 alla fine del campionato 1997-98. Lo abbiamo intervistato in vista della sfida che si disputerà in anticipo serale all’Arechi.
Come valuta il biennio con la maglia del Vicenza?
“Si trattò della mia terza esperienza da professionista. Dopo aver militato nella Primavera della Roma, giocai tra le fila di Frosinone e Perugia, prima di essere chiamato dai veneti. A Vicenza subentrò un presidente molto intelligente (Pieraldo Delle Carbonare, ndr): voleva essere l’artefice della creazione di un progetto importante e bastarono cinque minuti per accordarmi con lui. Inizialmente ebbi Caramanno come allenatore, poi subentrò Pasinato a stagione in corso ed infine fui allenato nella seconda stagione da Renzo Ulivieri. Quest’ultimo mi ha fatto crescere come calciatore, facendomi risultare anche prolifico sotto porta: il secondo anno fui il migliore marcatore della squadra, senza calciare rigori. Era una terza serie di primissima qualità ed in rosa c’erano elementi di sicuro affidamento quali Lopez, Gasparini e tanti altri”.
Che ricordo, invece, ha dell’esperienza alla Salernitana?
“All’inizio con Delio Rossi ho avuto delle minime difficoltà: era un tipo di gioco che richiedeva molto movimento e ho cambiato le mie strategie in quanto spesso finivo per giocare di sponda senza riuscire a fiondarmi in tempo sugli assist che mi pervenivano da Di Vaio e Ricchetti. Il gol più importante a livello personale, nel torneo 1997-98, fu il primo segnato nella vittoriosa trasferta di Castel di Sangro (3-5 per i granata, ndr). Da quel momento in poi ebbi una grossa iniezione di fiducia: tant’è vero che la settimana successiva misi a segno un’altra doppietta, nella cinquina interna rifilata al malcapitato Pescara. Personalmente ritengo che, invece, la rete più bella segnata in maglia granata sia quella in rovesciata ad Andria”.
Cosa ha rappresentato per lei Salerno da un punto di vista extra professionale?
“Avevo un rapporto bellissimo con tutti i miei compagni di squadra. Eravamo come un grande famiglia: avere, inoltre, capito che si potesse fare qualcosa di davvero importante cementò ulteriormente il gruppo. Nei momenti liberi mi capitava spesso di trascorrere del tempo con Cudini, Rachini e Di Vaio. Ancora oggi mi sento con gli ultimi due, così come sono solito parlare con Grimaudo, mio compagno di squadra nella seconda metà del campionato 1996-97. Posso dire di aver conosciuto le due facce di Salerno: le contestazioni del primo anno quando ci salvammo in extremis con Varrella e le gioie del secondo. Dopo il magro bottino di reti messo a segno nella seconda metà del torneo 1996-97 (solo 6 gol), decisi, anche alla luce del sacrificio economico effettuato da Aliberti per portarmi a Salerno, che me ne sarei eventualmente andato soltanto se fossi stato in grado di contribuire a qualcosa di storico e straordinario. Ho ricevuto stima e rispetto dai tifosi. Dico sempre che un giocatore, per sentirsi tale, deve passare per Salerno”.
Quale è la sua attuale occupazione?
“Sono osservatore per il settore giovanile del Frosinone. Sono amico fraterno di Stellone e sono arrivato qui quando lui era tecnico dei ciociari. Mi piace fare questa professione, segnalando alla società prospetti sui quali eventualmente puntare. Per un giovane oggi è più facile emergere rispetto a quando giocavo io. Inoltre non ravviso la stessa disponibilità al sacrificio che vi era, ad esempio, nel sottoscritto. Ritengo, però, che il livello generale sia diminuito: calciatori che oggi giocano in A avrebbero fatto fatica nella massima serie di venti anni fa”.
Quali prospettive pensa possano avere Vicenza e Salernitana? Se la sente di dare un pronostico?
“Il Vicenza mi sembra destinato a lottare per la salvezza, mentre la Salernitana vorrà quantomeno centrare una salvezza tranquilla. Una piazza come Salerno meriterebbe di stare stabilmente in serie A per il proprio bacino di utenza. Non me ne vogliano gli amici di Vicenza, ma spero che vinca la Salernitana: il mio cuore sta dalla parte dei granata”.
Corrado Barbarisi
