In 11527 per la sfida col Vicenza, la Sud: "Dovete lottare!"

8mila tifosi in meno rispetto a due settimane fa, fischi per squadra e allenatore

Salerno.  

Prima sconfitta casalinga stagionale per la Salernitana che, nell'ultimo anno e mezzo, non è riuscita a sfruttare appieno il fattore campo malgrado la spinta costante di una tifoseria davvero determinante. Anche ieri, nonostante l'anticipo al venerdì, in 11527 hanno gremito il principe degli stadi, numeri di spessore per una piazza che era, e resta, l'unica certezza per la società di Lotito e Mezzaroma. Se da un lato vien da chiedersi che fine abbiano fatto gli altri 8mila che col Verona ostentavano una passione smisurata, dall'altro va tributato un plauso allo "zoccolo duro", a quei 10-12mila innamorati a prescindere che non hanno certo bisogno di incentivi o partite di cartello. La curva Sud presentava un colpo d'occhio eccezionale e sin dal riscaldamento ha incoraggiato calciatori e staff tecnico. "Noi vogliamo questa vittoria" il diktat degli ultras, convinti potesse essere la serata della svolta dopo l'altalenante avvio di stagione. Il campo, però, ha detto altro: pronti, via e il Vicenza era avanti 2-0, una doccia gelata per un pubblico che non si aspettava certo di soffrire a cospetto di un avversario abbordabile. 

Dopo la rete di Della Rocca, tuttavia, è riesploso l'entusiasmo popolare e anche distinti e tribuna hanno participato con passione provando a spingere la Salernitana verso la clamorosa rimonta. "Come nel 1999: 0-2, 3-2" uno dei pareri più diffusi, con la mente che è tornata indietro a quella straordinaria cavalcata di Vannucchi sulla fascia. Non a caso, la rete del pareggio è arrivata sotto la Sud: magia di Rosina, 2-2 e Arechi in delirio pronto ad esultare per l'incredibile rimonta. Per 10-15 minuti, per stessa ammissione di mister Lerda in sala stampa, proprio la spinta dello stadio ha creato difficoltà ad un Vicenza sin lì superiore e ben organizzato in tutti i reparti; in un paio di circostanze, la Salernitana ha sfiorato il vantaggio assediando l'area di rigore avversaria, ma solo l'imprecisione degli attaccanti ha permesso a Benussi di non capitolare per la terza volta. Sul più bello, però, un altro colpo durissimo: gol del Vicenza, retroguardia di casa in bambola e mugugni nei confronti di Sannino. A fine gara primi fischi stagionali, tra i più bersagliati Alfredo Donnarumma e l'allenatore. "Se non ha voglia di stare a Salerno, vada via oggi stesso" diceva un tifoso infuriato nei confronti dell'ex bomber del Teramo, "Troppe chiacchiere e pochi fatti, quest'allenatore sta commettendo errori clamorosi" il commento più gettonato all'esterno della tribuna. "La società vuole lo stadio pieno, poi non vengono a vedere la partita" aggiungono altri, convinti però che il tempo della resa non sia ancora arrivato e che la Salernitana possa comunque recitare un ruolo da protagonista.

Gaetano Ferraiuolo