Montervino:"Le mie lacrime prima di Verona". Aneddoto su Reja

L'ex centrocampista granata: "Se avessi giocato io quella maledetta finale..."

Salerno.  

In tribuna ad assistere alla partita del campionato Primavera tra Salernitana e Inter c'era anche Francesco Montervino, ex centrocampista granata che, a Salerno, ha vissuto annate particolarmente intense dal punto di vista emotivo togliendosi numerose soddisfazioni pur essendo stato accolto con tanto scetticismo per i suoi trascorsi da capitano del Napoli. Ai microfoni di Granatissimi.Ottopagine, ha commentato così l'attuale momento vissuto dalla Salernitana: "Ormai da anni c'è un alone di disfattismo che circonda i granata, appena si perde una partita viene sempre la fine del mondo e questa cosa è incomprensibile. La squadra è buona, è ripartita da una coppia d'attacco che rappresenta una garanzia e poi c'è Rosina che può fare la differenza. Su chi punterei? Alessandro Tuia, ha le caratteristiche per giocare anche in serie A".

Inevitabile una battuta sul suo passato a Salerno e la mente vola all'annata 2010-11, quella dei play off col Verona e della ripartenza dalla D. Montervino intrattiene i presenti con una serie di interessantissimi aneddoti: "Dopo la retrocessione, capimmo che la società avrebbe avuto problemi a pagare gli stipendi di alcuni calciatori e facemmo presente alla proprietà che era meglio cederci. Dissero di no, volevano vincere il campionato: noi, da grandi professionisti, rinunciammo a tanti soldi pur di far iscrivere la Salernitana. La gente doveva portarci in trionfo, invece fummo additati come responsabili di tante sciagure e si tendeva a credere alla società: i fatti dicono che quella presidenza portò i granata al fallimento e che i cosiddetti "senatori" furono reintegrati in rosa perchè la squadra faceva fatica. Lite con Breda? Vero, ci fu una discussione. E' una persona che stimo così come voglio molto bene a Nicola Salerno, ma in quel caso non siamo stati tutelati ed avemmo un confronto duro, tra persone schiette e serie. Quando nacque il Salerno Calcio, io ero alla ricerca di una squadra e c'era qualche trattativa in serie B; un giorno mi telefonò Reja, mio mister ai tempi del Napoli, e mi disse che Lotito stava acquisendo la Salerntiana. Io diedi la mia disponibilità a scendere tra i dilettanti pur di rimanere a Salerno, lui rimase sorpreso e contattò immediatamente il presidente. Riuscimmo a vincere il campionato pur avendo in rosa 8 over e tantissimi under: il reparto offensivo, fortunatamente, era fortissimo e c'era gente come De Cesare, Biancolino, Caputo e Mounard che fece la differenza". Infine sulla finale col Verona: "L'arbitro ammonì tutti i diffidati, poi fischiò contro un rigore inesistente. Quando salimmo sul pullman per andare all'Arechi per la sfida di ritorno, piansi per la rabbia: non so perchè, ma sono convinto che ,con Montervino in campo, le cose potessero andare diversamente. Saremmo falliti a prescindere dal risultato? Non lo so, il Sindaco ci chiese di compiere l'impresa sportiva e si impegnò a favorire l'ingresso in società di investitori seri. Noi perdemmo una marea di soldi, percepimmo soltanto le prime due mensilità". 

Gaetano Ferraiuolo