Se c'era una squadra a dover uscire vincitrice dal rettangolo verde, questa era il Cesena. La compagine romagnaola ha dominato in lungo ed in largo la gara contro la Salernitana: diciassette tiri totali verso lo porta difesa da Terracciano (di cui nove nello specchio), oltre 60% di possesso palla e occasioni da gol a iosa create senza che siano state finalizzate adeguatamente. I padroni di casa hanno da rimporverarsi solo l'assenza di cinismo in zona gol, ma, se si fosse trattato di un match di boxe, avrebbero ampiamente vinto la contesa ai punti. Il Cesena ha giocato un buon primo tempo, evidenziando trame di gioco interessanti, sviluppate attraverso azioni scaturite dalla fascia destra. Kone ha messo in difficoltà Della Rocca con la sua posizione da mezzala atta ad inserirsi fra le linee, Di Roberto ha palesato ottime doti tecniche ed un’intesa invidiabile con Balzano, esterno basso difensivo e altro componente della catena sull’out destro. Djuric ha dimostrato di essere un attaccante di peso, vincendo diversi duelli con Schiavi e Bernardini, mentre Agazzi e gli altri componenti della linea difensiva sono stati pressoché inoperosi. La ripresa non ha visto cambiare il proprio spartito: i padroni di casa sono stati nuovamente padroni indiscussi della manovra e del gioco. Agazzi è stato costantemente spettatore non pagante, così come tutta la retroguardia, il centrocampo ha giganteggiato al cospetto degli avversari in maglia granata, così come Djuric ha messo nuovamente in costante ambasce i difensori della Salernitana. Davvero sembra impossibile come una così marcata supremazia territoriale e tecnica non si sia tradotta in un successo largo. Il Cesena ha dimostrato, se ce ne fosse stato bisogno, che sarà una delle compagini maggiormente accreditate ad albergare stabilmente nelle zone alte della classifica.
Corrado Barbarisi
