Spopola sul web il video della conferenza stampa di Gennaro Gattuso che, suo malgrado, è stato costretto a parlare esclusivamente di problemi societari e non dell'ottimo pareggio strappato dal suo Pisa sul sempre ostico campo di Frosinone. "Ci sono persone in difficoltà, persone per cui gli arretrati sono importanti perchè hanno una famiglia da mantenere e questa cosa è profondamente ingiusta. In questa situazione io non posso parlare di calcio giocato, non mi sento in dovere neanche di rimproverarli se sbagliano qualcosa perchè lo fanno gratis e vanno rispettati. Da mesi si parla di nuovi assetti societari, ma ci si culla sul fatto che la squadra va bene e che i componenti dello staff tecnico risolvono le problematiche anche a costo di fare sacrifici personali. Non va bene così. Io mi sveglio al mattino e lo faccio con amore, e per questo mi sono pure scontrato con i giocatori, da due giorni sono muso a muso con loro. Non voglio discutere con chi lavora con me: senza il rapporto umano con loro non ha nessun senso continuare". Concetti molto chiari, "minaccia" di dimissioni neanche tanto velata e la notizia ormai chiara a tutti: il Pisa, pur iscritto regolarmente al campionato di B dopo mille peripezie estive, non ha affatto risolto i suoi problemi societari. Nel panorama calcistico italiano, notiamo che sono numerosi i club che vivono momenti difficili: in A investono in pochissimi (non solo le "piccole", ma anche alcune grandi sono ormai in declino e si affidano ai giovani), in cadetteria e in Lega Pro il piatto piange e, prendendo spunto dai commenti di alcuni lettori, rilanciamo un quesito: è giusto, a Salerno, contestare Lotito e Mezzaroma?
La premessa è d'obbligo: aver vinto tre campionati, due coppe, ripreso il marchio e risolto la querelle manto erboso non significa vivere di eterna gratitudine e rendere i patron immuni da critiche, a patto che siano giuste, obiettive e costruittive. Talvolta, però, una parte della tifoseria e dell'opinione pubblica sembra spietata nei confronti di una proprietà che, pur commettendo errori durante il percorso, ha comunque rappresentato una garanzia sul piano dei risultati e della gestione aziendale. Nell'epoca in cui il Parma riparte dalla D e piazze blasonate almeno quanto Salerno (Messina, Reggio Calabria, Taranto, Trieste, Piacenza, Ravenna, Rimini, tanto per fare alcuni nomi) vivacchiano tra Lega Pro e D, è lecito ricordare a tutti da dove siano partiti Lotito e Mezzaroma, un miracolo sportivo tutt'altro che scontato. Certo, il rapporto con la piazza va migliorato, occorrono iniziative di marketing, bisogna lavorare di più e meglio sul settore giovanile, ma dare per scontato ciò che funziona e drammatizzare davanti alle problematiche è un atteggiamento che non invoglia e non aiuta. Occorre equilibrio, magari giudicando le cose per come stanno senza pretendere tutto e subito solo perchè la società ha importanti risorse economiche. Salerno merita assolutamente la massima serie e può ambire al top sotto tutti i punti di vista, ma Lotito e Mezzaroma sono due degli "elementi" fondamentali per raggiungere questi obiettivi. A Pisa cosa direbbero se sapessero che a Salerno si punta il dito contro questi imprenditori?
Gaetano Ferraiuolo
