Molti hanno elogiato la società per aver acquistato gente di valore come Vitale e Rosina, pochi hanno applaudito la dirigenza per aver tirato fuori dal cilindro il classico pezzo da 90. Fabiani, infatti, ha fatto sottoscrivere un quadriennale a Valerio Mantovani, giovane di grandissima prospettiva che ha fatto le fortune della Primavera del Torino. Un investimento per il presente e per il futuro, un po' come accaduto con Moses Odjer ed Alan Empereur l'anno scorso: il primo è un patrimonio di inestimabile valore (ed è seguito costantemente da Lotito, che potrebbe un giorno portarlo alla Lazio), il secondo è stato venduto per 400mila euro, una plusvalenza importante per una società che, fino ad un anno fa, faceva fatica a cedere e monetizzare. La Salernitana, dunque, continua a lavorare dietro le quinte in nome di un progetto ambizioso e lungimirante che mira ad abbinare i traguardi sportivi alla valorizzazione dei campioni del futuro. Mantovani può essere indubbiamente uno di questi: personalità e grinta da veterano, intelligenza tattica, coraggio e precisione nei contrasti, nessuna paura anche a cospetto di 20mila persone che tifano e spingono.
Il suo avvio è stato sorprendente e sin dal ritiro ha morso le caviglie di Coda e Donnarumma: le cronache da Sarnano raccontano che l'ex bomber del Teramo abbia spesso allargato le braccia quasi in segno di resa per la capacità del giovane difensore di anticiparlo sempre e in scioltezza, al punto che Sannino elogiò pubblicamente Mantovani invitando i più "vecchi" a prendere esempio "perchè se i ragazzini sono bravi, giocano". A Benevento impatto devastante, un'ora di gioco praticamente perfetta bissata la settimana successiva contro il Pisa in coppa Italia. A La Spezia altro voto altissimo in pagella: davanti a sè c'era gente del calibro di Piccolo e Nenè, lui non si è scomposto ed ha recuperato una marea di palloni risultando tra i migliori in campo in assoluto. "Devo crescere e dimostrare ancora tanto, sono arrivato in punta di piedi consapevole di avere delle qualità, ma anche di dover lottare per conquistare una maglia da titolare. Ansia pre-Verona? Il tifo dev'essere uno stimolo, non deve mettermi paura: non vedo l'ora di esordire all'Arechi, contro una squadra blasonata" disse ai microfoni di Granatissimi.Ottopagine prima del big match col Verona, quando si riprese alla grande dopo uno scivolone iniziale disputando un secondo tempo importante. Sufficienza piena anche a Novara, qualche sbavatura col Vicenza in una serata nerissima soprattutto per i più esperti compagni di reparto, poi un turno di riposo a Cesena in attesa di ritrovare un posto tra i titolari. Potrebbe accadere già domani, quando fronteggerà Petkovic e Citro sperando di contribuire alla vittoria della Salernitana. Il ragazzo è bravo, ha talento, ma ha bisogno di crescere con serenità e senza eccessive pressioni, ricordando a tutti che, per quanto forte, è ancora molto giovane ed è necessario non coprirlo di responsabilità. I granata hanno in casa un potenziale campione, a Sannino il compito di gestirlo al meglio.
Gaetano Ferraiuolo
