“E’ facile parlare dei tre tedeschi, o di Ronaldo o di Baggio. Ma vi ricordate di Salvatore Fresi? Io si.” Qualche tempo fa Erick Thoir, parlando di vecchie glorie dell'Inter, lo citò. In effetti Salvatore Fresi è stato uno dei più bravi difensori italiani degli ultimi venti anni, militando anche tra le fila della Juve, oltre che dei già citati nerazzurri. In carriera ha vinto uno scudetto e due supercoppe italiane con i bianconeri, una Coppa Uefa con l'Inter (può vantarsi di essere accosciato alla destra del Fenomeno Ronaldo nella foto di rito che venne scattata prima della finale vinta sulla Lazio a Parigi) e un Europeo Under 21. Fresi è stato anche calciatore della Salernitana: 97 presenze e 5 gol tra il 1993 ed il 1995, nel 1998-99 (autore, tra l'altro, dell'ultimo gol in A segnato dai granata nel maledetto 1-1 di Piacenza) e nel 2005. Lo abbiamo intervistato in esclusiva, al termine di un allenamento diretto nel centro sportivo F6 di Salerno del quale è responsabile e proprietario.
Che idea ti sei fatto della Salernitana in questa prima parte della stagione?
"La Salernitana è una buona squadra. Nelle prime partite ha raccolto poco, però il materiale c'è. In difesa ha un ragazzo particolarmente bravo come Valerio Mantovani: non è facile essere così giovane e giocare così bene B. Per me può essere l'erede di Nesta ed ha grossi margini di miglioramento".
Cosa ne pensi del torneo di B. Il Cittadella sta sorprendendo tutti: credi che i valori cambieranno presto?
"Il campionato di B non è il campionato di A: chi parte forte spesso non arriva primo. E' ovvio che ci siano diverse squadre meglio attrezzate sulla carta rispetto alla Salernitana, ma ritengo che la formazione di Sannino possa fare bene".
Hai ritenuto opportune le esclusioni di Coda e Donnarumma a Cesena?
"Chi meglio di un allenatore può valutare la condizione dei propri ragazzi? E' una scelta fatta per ricreare i giusti stimoli: durante questa settimana di allenamento, si saranno impegnati al massimo, così da riprendere i galloni da titolari. Quest'anno il torneo è più equilibrato rispetto allo scorso anno. Sono due giocatori bravi e compatibili: uno ha grosse qualità di testa, l'altro è più guizzante e abile ad intuire dove finirà la palla, agendo di destrezza su palle sporche".
Quale risultato ti aspetti dalla gara col Trapani?
"Come tutti i salernitani, mi auguro una vittoria. Andrebbe bene anche un 1-0 al novantesimo".
Ci parli dei progetti della tua scuola calcio e del rapporto che hai creato coi tuoi allievi?
"Ci sono tante idee in cantiere e presto ve le sveleremo. Abbiamo gruppi molto validi, uno di questi è quello dei 2007 (intento ad allenarsi durante l'intervista, ndr), allenato da mister Salvatore Senatore, new entry nel mio staff. Personalmente ritengo che l'esperienza maturata sia stata per me importante e foriera di giovamenti: il tempo trascorso sui campi mi sta permettendo di gestire bene da un punto di vista psicologico i miei ragazzi. Riesco a stimolarli e a farli crescere senza rimproverare ed urlare, ma scherzando con loro: è questo il mio motto. I genitori sono importanti nella crescita dei bambini e noi isturuttori dobbiamo soltanto essere bravi a coltivare il talento innato insito negli atleti più bravi, così da farli emergere".
Corrado Barbarisi
