Dalla caccia al biglietto pre Salernitana-Verona alla "fuga dall'Arechi" il passo è stato breve, conferma del fatto che la tifoseria granata è cambiata negli anni e che si va allo stadio soprattutto in concomitanza di grandi eventi sportivi. "La fede non ha prezzo nè categoria" ha detto più volte il presidente Marco Mezzaroma che, parlando di un calcio che non c'è più, rammenta con orgoglio che "quando ero ragazzo, ero sempre tra i primi a rinnovare il mio abbonamento allo stadio, in nome di un senso di appartenenza raramente riscontrabile al giorno d'oggi. Salerno, però, è un qualcosa da studiare a livello sociologico: c'è un amore smisurato nei confronti della squadra di calcio, si riscontra a prescindere dal numero di spettatori". Chiariamoci: Salerno, in termini di presenze sugli spalti, è seconda a poche piazze italiane e 10mila spettatori dopo una partenza a rilento rappresentano un dato di tutto rispetto. Lecito chiedersi, tuttavia, che fine abbiano fatto altre diecimila persone che, esattamente 20 giorni fa, giuravano amore eterno alla causa granata ostentando una passione smisurata sul web. La vera forza della Salernitana è e sarà sempre rappresentata da quello zoccolo duro che non ha mai abbandonato la squadra del cuore spingendola con ancora maggior entusiasmo nei momenti di difficoltà. Ieri erano in 9940 e l'andamento generale è molto simile a quello della passata stagione: si partì con i 20mila del derby col Verona, si passò ai 12mila di Salernitana-Spezia, si proseguì con i 9500 di Salernitana-Ternana, stessi numeri e stesse statistiche di quest'anno. Anche il sabato non agevola il pubblico: tanti studenti o lavoratori, infatti, non riescono a presenziare all'Arechi ed aspettano con impazienza il derby domenicale col Benevento per tornare allo stadio e sostenere dal vivo la squadra del cuore.
I 29 irrudicibili provenienti da Trapani, tuttavia, hanno comunque ammirato lo spettacolo della curva Sud Siberiano, a breve impegnata in una sfida amichevole proprio contro la Salernitana a scopo benefico. "Noi vogliamo questa vittoria" dicono gli ultras durante il riscaldamento, un messaggio chiarissimo ad una squadra comunque applaudita ed incoraggiata "oltre il 90'". Dopo aver ricordato Don Luigi Zoccola con numerosi striscioni esposti in tutti i settori, il pubblico granata ha alzato il volume del tifo coinvolgendo emotivamente anche i supporters sparsi in tribuna e nei distinti. "Quando saremo nella curva Sud, come una bomba il tifo esploderà" e la Salernitana si carica ulteriormente chiudendo l'avversario nella propria metà campo, con il fattore dodicesimo che diventa quanto mai determinante. "Se tu salti Salerno va in vantaggio" canta la curva e Vitale accontenta la tifoseria: inserimento perfetto dalle retrovie, colpo di testa beffardo per Guerrieri e Arechi in delirio per l'1-0. Il raddoppio arriva poco dopo, tocca a Donnarumma trasformare i fischi in applausi e gonfiare la rete di testa: anche l'anno scorso, il primo gol interno dell'attaccante napoletano nacque da un perentorio stacco su cross di Odjer. A fine gara cori ed ovazioni per tutti, con un clima finalmente più sereno e tanti abbracci sugli spalti. Erano 10mila, tifavano come fossero il triplo: sono loro la forza della Salernitana....
Gaetano Ferraiuolo
