Ieri doveva essere la partita di Nicola Citro ma lo è stata solamente in parte. Il “Messi di Fisciano”, inizialmente in panchina, è subentrato soltanto al 18’ minuto del secondo tempo e la sua prestazione non è riuscita ad incidere sul risultato della gara. L’attaccante salernitano ha comunque mostrato una volta in campo un certo dinamismo, impensierendo la retroguardia granata in più di un’occasione. Al 21’ minuto del secondo tempo, sfruttando un dribbling dell’ex Salerno Calcio Canotto, con un abile controllo di tacco è riuscito a mettere la palla in rete alle spalle del portiere Terracciano. La rete è stata però invalidata per fuori gioco dal direttore di gara, su corretta segnalazione del suo assistente. Invertire la rotta però era obiettivamente difficile perché il Trapani è sceso in campo decisamente troppo scarico, un lontano parente rispetto a quello visto all’Arechi nella scorsa stagione e in tutto il campionato in generale, dove, da autentica rivelazione, riuscì a sfiorare la Serie A perdendo la finale play off contro il Pescara.
Quel Trapani però aveva tra i suoi ranghi giocatori che hanno fatto decisamente la differenza, come il portiere Nicolas attualmente al Verona, il difensore Scognamiglio approdato al Novara, il centrocampista Coronado fuori per infortunio e un Nicola Citro al 100% della condizione. Il “Messi di Fisciano” sta lottando dall’inizio stagione con problemi fisici che non ne hanno consentito l’utilizzo a pieno regime. Attualmente deve ancora recuperare la condizione migliore, quella che gli ha permesso l’anno scorso di realizzare ben 14 reti in campionato (comprese le due nella finale play off). In queste prime sei gare Citro non è ancora andato a rete, ma l’obiettivo è senza dubbio quello di migliorarsi.
Ieri all’Arechi c’erano tanti tifosi granata che facevano il tifo per lui e che speravano di poter vedere una doppietta del calciatore salernitano ed una contemporanea sconfitta del Trapani. Altri temevano che Citro potesse fare alla Salernitana lo stesso scherzo della passata stagione, quando decise la partita con suo gol. Al suo ingresso infatti lo stadio si è diviso: c’era chi applaudiva un figlio della propria terra e chi fischiava per esorcizzare la paura nei confronti di un attaccante di indubbio valore. L’augurio è che possa al più presto recuperare la condizione e che la sua favola, di calciatore prelevato a venticinque anni dalla D per giocare nella serie cadetta, possa continuare portandolo a calcare i campi della massima serie.
Vincenzo Amendola
