Salernitana: l'analisi tattica delle prime sei gare

Sannino cambia spesso modulo anche durante la gara

Salerno.  

La duttilità ed il camaleontismo tattico sono una delle prerogative delle squadre allenate da Sannino: durante questa esperienza sulla panchina della Salernitana, il tecnico di Ottaviano si sta confermando capace di cambiare spesso spartito tattico, anche durante la stessa sfida. Sin dalla conferenza stampa di presentazione, il mister dei granata mise in chiaro i due moduli principe nel suo modo di intendere il calcio (4-4-2 e 3-5-2), ai quali disse che avrebbe apportato qualche modifica in corso d’opera, regolandosi anche in funzione dell’avversario da affrontare. Effettuiamo, pertanto, un bilancio tattico della Salernitana ammirata in queste prime sei gare di campionato, analizzando gli schieramenti adottati e le varianti scaturite dagli ingressi in campo di elementi dalla panchina.

A La Spezia, la Salernitana giocò con il 3-5-2, schierando Rosina da interno destro di un centrocampo composto dai vari Laverone, Odjer, Busellato e Zito (Vitale patì problemi fisici). I granata interpretarono un grande primo tempo, mentre nella ripresa calarono progressivamente. Le sostituzioni non variarono lo spartito adoperato: Moro rilevò Odjer, Joao Silva subentrò a Coda, Caccavallo prese il posto di Zito e si sacrificò da fluidificante.

La sfida interna contro il Verona fu caratterizzata dalla riproposizione della stessa compagine impiegata a La Spezia, fatta eccezione per Vitale, da quella gara in poi titolare in pianta stabile. Anche qui i cambi non comportarono grosse variazioni nel modo di interpretare la gara, dal momento che si verificarono nei minuti conclusivi.

La gara di Novara segnò una brutta inversione di tendenza sotto il punto di vista del gioco: il 3-5-2 andò in crisi in seguito allo svantaggio patito dopo pochi giri di lancette e si rivelò inconcludente ai fini della costruzione della manovra. Le cose migliorarono quando Sannino decise di avanzare il raggio d’azione di Rosina, sostituendo Schiavi con Della Rocca per passare al 4-3-1-2. La Salernitana ne trasse giovamento e sfiorò il pari su punizione guadagnata e calciata da Rosina proprio dopo essersi posizionato diversamente. Poi nel finale entrò anche Joao Silva per Laverone nella speranza di trovare il gol del pari in maschia, ma andò male.

Il match dell’Arechi contro il Vicenza segnò il passaggio al 4-3-1-2 in virtù dell’esordio di Perico sull’out destro.  I granata subirono l’avvio spumeggiante degli avversari, pareggiarono grazie a due reti da calcio piazzato e poi persero per una ingenuità clamorosa di Zito su fallo laterale verso il cuore dell’area. Sannino non modificò lo spartito ed effettuò sostituzioni ruolo per ruolo.

A Cesena tornò  il 3-5-2 versione camaleontica, stavolta con interpreti diversi in virtù del turnover: la Salernitana scese in campo con il chiaro intento di pareggiare e vi riuscì, difendendosi nel finale con un atipico 5-4-1 in cui la novità assoluta fu la presenza, nel finale di gara, di Zito esterno destro basso.

Il resto è storia recente. La gara contro il Trapani ha visto scendere in campo la squadra nuovamente col 3-4-1-2 e si è archiviata con una partenza sprint nei primi minuti. Vedremo in quel di Ferrara se il modulo garantirà nuovamente gli equilibri auspicati e consentirà agli interpreti di giocare al massimo delle proprie potenzialità.

Corrado Barbarisi