Aveva detto giovedì scorso di conoscere già la formazione con cui avrebbe giocato la Salernitana, probabilmente è rimasto sorpreso. Mister Baroni torna a casa ancora una volta con zero punti dall'Arechi e si morde i gomiti per un primo tempo giocato con scarso mordente dalla sua squadra, surclassata per 45 minuti dai granata. Lo schieramento di Sannino è stato particolarmente camaleontico e la Salernitana è riuscita a cambiar pelle in corso d'opera con frequenza pur mantenendo gli stessi interpreti. Sulla carta era un 4-4-1-1, con la catena di destra dedita soprattutto al contenimento e l'out opposto deputato ad offendere e a fornire palloni invitanti per l'inedito tandem offensivo. In realtà, soprattutto in fase di non possesso, Perico si avvicinava ai due centrali difensivi e Improta, generosissimo, scalava sulla destra in veste di terzino formando un compatto 3-5-2.
L'ex Cesena è stato preziosissimo dal punto di vista tattico: diversi i ripiegamenti difensivi, nella ripresa è riuscito anche a ripartire con maggiore disinvoltura favorito dagli spazi lasciati liberi da un Benevento che ha cambiato volto soltanto dopo l'ingresso in campo di Cissè. Sin lì i giallorossi sono stati lenti e prevedibili e la Salernitana era sempre in superiorità numerica a centrocampo, peccato che sovente Busellato ritardasse il cambio di gioco ignorando Vitale, libero sulla sinistra, ma spesso servito in ritardo. Sull'out mancino, come detto, i granata hanno costruito diverse trame di gioco interessanti triangolando nello stretto: Zito e Vitale si intendevano a meraviglia e mandavano a vuoto i diretti marcatori, anche Rosina tagliava con precisione imbattendosi prima in un super Gori, poi fallendo clamorosamente l'appuntamento con il gol tra i mugugni dell'Arechi. Unica disattenzione sugli sviluppi di un fallo laterale, quando la difesa granata ha perso completamente i tempi della marcatura permettendo a Ciceretti di entrare in area e far partire un pericoloso traversone sul secondo palo: già col Vicenza la Salernitana pagò a caro prezzo questo errore, Sannino lo ha fatto notare ai calciatori nello spogliatoio ribadendolo in sala stampa.
I gol sono nati ancora una volta da palla inattiva: perfetto l'inserimento di Della Rocca sulla rete dell'1-0, nel secondo caso la retroguardia giallorossa dimenticava completamente Marchi permettendogli di stoppare e di prendere la mira indisturbato. Nella ripresa, come detto, la musica è cambiata: il Benevento ha alzato il pressing (emblematici un paio di disimpegni sbagliati da Bernardini), ha iniziato a costruire un buon numero di occasioni e ha limitato i danni rischiando la beffa soltanto a metà secondo tempo, quando Coda ha ignorato Rosina permettendo a Lucioni di compiere un miracolo sulla linea. Baroni ha ridisegnato la squadra chiedendo a Buzzegoli di riprendere in mano il pallino del gioco e di agire quasi a ridosso della trequarti granata, mentre Ciceretti svariava su tutto il fronte offensivo per non dare punti di riferimento e per consentire a Ceravolo di liberarsi dalla stretta marcatura dei difensori di casa. In 2-3 occasioni solo la traversa e l'imprecisione graziavano la Salernitana, colpita all'87' ancora su calcio piazzato: nella circostanza si lasciavano sorprendere sia Marchi, sia Bernardini, per la rabbia di Sannino a bordo campo. Nel finale, spinta dal pubblico, la formazione di casa non ha rischiato quasi nulla e l'ingresso di Laverone garantiva ancora maggiore copertura sulle corsie esterne, il punto debole del Benevento. Ronaldo sfiorava addirittura il terzo gol con un bolide dalla distanza: bravo il brasiliano a sacrificarsi in fase di non possesso nei momenti di difficoltà, quando anche Rosina si abbassava sulla linea mediana per permettere alla Salernitana di respirare. Un successo meritato anche dal punto di vista tattico: Sannino batte Baroni 2-1.
Gaetano Ferraiuolo
