Non solo bel gioco ed equilibrio tattico, ma anche la capacità di saper soffrire. La Salernitana di ieri è piaciuta molto soprattutto perchè gli interpreti hanno combattuto e lottato su ogni pallone dal primo al novantesimo spinti, ovviamente, da uno stadio come sempre determinante. La fotografia più bella della partita non è rappresentata dai due gol, quanto dall'abbraccio di tutta la squadra al giovane Marchi dopo la rete del 2-0 che ha chiuso virtualmente il derby. Quando un ragazzino sconosciuto ai più si ritrova titolare in serie B contro la terza forza del campionato, segna e viene portato in trionfo da tutti i componenti della panchina (il primo a scattare in campo è stato Donnarumma) significa che lo spogliatoio è unito, rema nella medesima direzione e segue alla lettera il proprio allenatore. In campo si sono visti gli "undici leoni" richiesti dalla curva, uno spirito sicuramente diverso rispetto alle ultime gare in cui gli errori individuali avevano vanificato il lavoro settimanale. Rosina non brilla in avanti? Eccolo, però, al 90' nell'area di rigore granata e recuperare un preziosissimo pallone evitando che Ceravolo si presentasse a tu per tu con Terracciano. Nota di merito anche per Massimo Coda, al solito scarsamente freddo sotto porta, ma generosissimo e capace di fare reparto da solo a cospetto della difesa meno perforata del campionato. Applausi per Busellato, che ha recuperato una marea di palloni, per Bernardini che è sceso in campo in netto ritardo di condizione e con un dolore alla caviglia, a quell'Antonio Zito che non ha i 90 minuti nelle gambe, ma che trasmette carica e sicurezza a tutti i compagni di squadra.
Tra i migliori in campo, come detto, Marchi ed Improta, in panchina per quasi tutto il campionato e ieri gettati nella mischia con coraggio da un allenatore che tiene tutti sulla corda e che sa gestire il gruppo con grande intelligenza. Le sue parole in sala stampa sono sicuramente da esempio per tutti: "Donnarumma fuori? Nelle partite precedenti sono rimasti in panchina Zito, Improta e altri calciatori importanti. Tutti sono utili, nessuno è indispensabile e il bene della Salernitana viene prima di tutto: se capiremo questo, potremo toglierci tante soddisfazioni. Purtroppo si gioca in undici e qualcuno deve restare fuori, ma la stagione è lunga e tutti avranno il loro spazio". Sannino, con i fatti, si sta dimostrando fautore della meritocrazia: nessuno ha il posto assicurato, c'è la voglia di gettare nella mischia i più giovani senza paura (Mantovani ha fatto benissimo in avvio, ieri Marchi ha deciso il derby), gli uomini a disposizione vengono tutti impiegati con continuità a prescindere dal modulo scelto. Guai ad esaltarsi ora, ma la Salernitana di ieri può davvero fare grandi cose in questo campionato: il gruppo è unito, lo spogliatoio è compatto, l'allenatore sta gestendo tutti con intelligenza e ci sono potenzialità importanti anche in chi siede in panchina. Avanti così!
Gaetano Ferraiuolo
