Una serata dalle forti emozioni, vissuta in nome del viscerale amore dei salernitani nei confronti della prima realtà calcistica cittadina. In presenza di esponenti di spicco del mondo sportivo, giornalistico e istituzionale, è stato presentato il libro "Salernitana 19:19, dalla D alla B alzando le coppe", opera redatta dal noto ed apprezzato scrittore Pietro Nardiello in collaborazione con il fotografo Nicola Ianuale. La conferenza, moderata dal collega Pasquale Tallarino, si è svolta in un clima di grande entusiasmo e partecipazione collettiva; tanti i tifosi presenti in sala, tutti desiderosi di rivivere i momenti più belli della recente storia granata. Innumerevoli gli argomenti trattati: dal secondo fallimento targato Lombardi alla ripartenza dalla D senza dimenticare le tre promozioni, la sfida play off col Frosinone, il dramma di Lanzaro, le meravigliose coreografie della curva e la morte dei 4 giovani angeli che viaggiavano sul treno di ritorno da Piacenza il 24 maggio di 17 anni fa. L'evento, durato circa un'ora e mezza, è stato impreziosito dalla presenza degli ex allenatori Carlo Perrone e Leonardo Menichini- entrambi accolti trionfalmente- dal difensore Chirieletti e da Alessandro Tuia che, tra le altre cose, ha annunciato il suo rientro in campo già per la sfida di sabato prossimo col Brescia.
Bella l'introduzione di Pietro Nardiello: "L'amore per la Salernitana è un qualcosa che non si può descrivere a parole. Scrivendo questo libro ho cercato di emozionare tutti quei tifosi che, come me, hanno vissuto con trepidazione e passione la rinascita del calcio salernitano. Sono onorato di avere in sala due allenatori che hanno battuto record su record, voglio citare anche il mio idolo Caetano Calil che, il 25 aprile 2015, ha segnato il gol promozione in uno stadio stracolmo. In quella stessa porta, il 19 giugno del 2011, Carrus, sempre su rigore, illuse tutti i tifosi e si poteva riscrivere la storia. Tra poco festeggeremo il secolo di vita, siamo fieri della nostra storia e anche di queste due coppe messe in bacheca e che qualcuno ha voluto sminuire colpevolmente: sono certo che abbiamo gettato le basi per un grande futuro". In sala c'è chi si commuove, chi racconta aneddoti divertenti, chi invita Perrone e Menichini a rilasciare qualche dichiarazione sulla serata. "Vincere non è mai facile, sono felice di esserci riuscito in una piazza meravigliosa come Salerno. Ci sono state tante pressioni, ma serate come questa mi permettono di capire ancora di più quanto sia bello farlo con la Salernitana. Ricordo con gioia la coreografia della curva contro il Poggibonsi, quando gli ultras ricordarono i tifosi che non ci sono più. Mi manca l'Arechi pieno, ma il mio nome è scritto nella storia di questo club e rivedere tutti voi è motivo d'orgoglio".
Felice anche Menichini: "Mi aspettavo la riconferma, ma non ho rancore nei confronti di nessuno. Ho vinto a Salerno, ho contribuito alla salvezza ereditando una situazione difficile, queste serate mi fanno capire che la gente ha saputo apprezzare a mente fredda la nostra impresa. I protagonisti sono sempre i calciatori, noi proviamo in tutti i modi a dare un contributo con passione, entusiasmo e professionalità. Qui ho lasciato tanti amici, ricordo ancora la festa contro la Casertana, quando Moro cantò in uno scenario da brividi. Nessuno potrà toglierci le vittorie, le critiche fanno parte del gioco e bisogna essere bravi a farsele scivolare addosso". Il libro sarà presentato lunedì prossimo anche a Roma in concomitanza con l'inaugurazione del club "Colosseo Granata" che arricchirà la grande famiglia del CCSC.
Gaetano Ferraiuolo
