Durante la presentazione del libro "Dalla D alla B", è intervenuto anche l'ex tecnico della Salernitana Leonardo Menichini, accolto con grande affetto dai presenti e molto felice per l'invito ricevuto. Il trainer di Ponsacco, ancora a caccia di una panchina, ha rilasciato una serie di dichiarazioni che sintetizziamo di seguito:
Che effetto le fa tornare a Salerno?
"Quando mi hanno invitato per questa presentazione ho accettato molto volentieri, mi hanno dedicato un capitolo e questa cosa mi inorgoglisce. Di critiche ne ho subite tante durante la mia esperienza, ma ho vinto e nessuno può togliermi questa soddisfazione. A distanza di tempo ritrovo tanti amici e ci sono tifosi che mi stimano e rispettano, il rapporto con la gente è schietto e porterò sempre tutti nel mio cuore. Colgo l'occasione per ringraziare anche i calciatori: sono loro che determinano l'esito delle partite, sono stati gli artefici principali della nostra cavalcata condita anche da tanti record".
Sannino parla di pressioni..
"E' vero, Salerno è una piazza che pretende tanto, ma che ti dà anche tante soddisfazioni quando ottieni dei risultati. Vincere qui è stato indubbiamente speciale, anche la salvezza dell'anno scorso rappresenta un qualcosa di unico: sono tornato in una situazione difficile, abbiamo portato la nave in porto e qualche merito ce lo attribuiamo anche noi. Per gli allenatori non è semplice, la gente pensa che siamo autolesionisti: nessun tecnico opera pensando di sbagliare, ci vorrebbe maggiore considerazione per quello che facciamo. Ho sempre avuto entusiasmo, la Salernitana resterà per sempre parte della mia vita e del mio cuore".
L'altro ieri una bella vittoria contro il Benevento...
"Ho visto la partita, giocata davanti a tanto pubblico. Non era decisiva come due anni fa, ma la Salernitana aveva bisogno di una vittoria e l'ha ottenuta con merito. Nel primo tempo la squadra ha ben giocato, nella ripresa ha sofferto contro una signora squadra, ma il successo non è mai stato in discussione. L'organico è di grande qualità, ha tutte le carte in regola per ambire ai play off. Tra qualche anno festeggerete il centenario, speriamo in una categoria ancora più importante".
Si aspettava una riconferma?
"Sinceramente sì, si erano dette alcune cose: non è andata così, ora aspetto con serenità l'opportunità giusta per ripartire. Sono subentrato a febbraio, a mercato chiuso e con una classifica deficitaria, mi sono salvato. Più di questo non potevo fare, ma resta la soddisfazione di aver fatto benissimo a Salerno e di aver regalato una gioia al grande pubblico granata".
Perchè non ha festeggiato con la squadra dopo la vittoria promozione col Barletta?
"I ragazzi hanno fatto le 4 del mattino, non avrei retto certi ritmi. Battute a parte, volevo smaltire un po' di tensione accumulata al termine di una stagione lunga e stressante lasciando la vetrina ai veri protagonisti. Abbiamo fatto molte altre feste, ricordo ancora con gioia il canto di Moro nella splendida cornice dell'Arechi: si spensero le luci e lui intonò il "Nessun dorma", roba da pelle d'oca che porterò sempre nel mio cuore. Salerno ha celebrato la nostra impresa per diverse settimane, per strada ed in provincia non si parlava d'altro"
Che opinione ha di Nalini e Tuia?
"Tuia è un ottimo calciatore, arrivato un po' tardi a questi livelli soprattutto a causa di alcuni infortuni: ha ampi margini di miglioramento, ma è un ragazzo speciale. Nalini non lo conoscevo, ma mi ha colpito sin dal primo allenamento a Baronissi: in Lega Pro è stato assoluto protagonista, l'anno scorso lo abbiamo recuperato piano piano e ha fornito il suo contributo. Ora è a Crotone, ha fatto la sua scelta e speriamo possa trovare spazio per dimostrare le proprie qualità".
Chiediamo anche a lei un ricordo della vittoria di Catanzaro...
"Parlai con Lanzaro la sera prima della partita, sapevamo tutti che il padre stesse morendo ed eravamo naturalmente dispiaciuti. Mi chiese con insistenza di giocare e non ebbi problemi ad accontentarlo, nello spogliatoio prese per mano i compagni caricandoli alla grande: un gesto bellissimo, dedicammo a lui quella vittoria fondamentale per la promozione. Da lì in poi non abbiamo più abbandonato la vetta".
Gaetano Ferraiuolo
