Il pensiero di un tifoso: "Onore a Perrone e Menichini"

Marco D'Abbrusco, salernitano residente a Cesena, emozionato per l'evento di ieri sera

Salerno.  

La presentazione del libro "Salernitana 1919: dalla D alla B alzando le coppe" (editore Print Art Edizioni) ha rappresentato un momento di riflessione per i supporters del cavalluccio marino. Non solo lo scrittore Pietro Nardiello, ma anche tutti i tifosi e gli addetti ai lavori presenti hanno provato una forte emozione, in nome dell'amore viscerale nei confronti della prima realtà calcistica cittadina: qualcuno si è commosso, altri hanno parlato nuovamente della Salernitana dopo anni di silenzio, finanche chi non mastica calcio si è fatto coinvolgere e trascinare dal meraviglioso clima che si respirava in una sala interamente tinta di granata. Registriamo e riportiamo integralmente il pensiero di Marco D'Abbrusco, tifoso granata residente a Cesena: "Alla "Triste Felicità" di Perrone, l'ossimoro per eccellenza, ai trionfi e sofferenze dell'era Menichini. 5 anni intensi,ricchi di successi e promozioni. Si parte dalla D,quando la Salernitana era blaugrana e non granata, quando il Suo nome era Salerno Calcio, un signore in punta di piedi si affaccia con grande umiltà in una piazza vogliosa di rinascere dopo tante, troppe delusioni. Carlo Perrone resterà per sempre nella storia calcistica granata. Colui che non riesce a gioire pubblicamente,colui che porta con in dote ben 2 promozioni. Una triste felicità, un grande uomo! Storie simili, quelle di Perrone e Menichini. Il buon Leonardo arriva e riesce nell'impresa di riportare la Salernitana in B. Trionfa e va via,quasi in silenzio. Lui che era e che rimane uno dei protagonisti di quella stagione arricchita da tanti record. In un freddo Febbraio, Leonardo viene richiamato al capezzale di un malato grave. E riesce nel miracolo. Si, perché ad un certo punto sembrava quasi impossibile pensare che ci saremmo salvati. Se oggi siamo ancora in serie B, lo dobbiamo anche a questi due gentiluomini. In un calcio malato, dove i valori contano sempre meno, Carlo e Leonardo rappresentano l'eccezione. Salerno sportiva non dimentica. E ieri sera vederli insieme, mi ha fatto un certo effetto. Ricordi recenti, immagini indelebili, sofferenze interminabili. Il calcio a Salerno è anche questo. Un vortice di emozioni e di sentimenti che solo chi ha il granata nel cuore riesce a comprendere. Oggi ripartiamo da qua sperando di rivivere altre interminabili gioie".

Redazione Sport