Il Brescia ha raccolto un punto prezioso ai fini del mantenimento dell’imbattibilità interna. La squadra di Brocchi ha obiettivamente portato a casa più di quanto in realtà meritasse. Il secondo tempo è stato sì caratterizzato da una grande mole di gioco prodotta dai lombardi, ma Terracciano è stato poco sollecitato. Il primo tempo è stato marcatamente appannaggio di una Salernitana che, se avesse concretizzato le chances da gol, avrebbe potuto già archiviare la pratica. Il Brescia ha avuto il merito di crederci sempre, anche dopo l’uscita forzata di Caracciolo dal rettangolo di gioco. Le Rondinelle hanno fatto sì che si materializzasse la legge non scritta del calcio (“gol mancato, gol subito”) in quanto hanno pareggiato poco dopo l’occasione del possibile 0-2 sprecata da Odjer. In generale, il primo tempo è stato caratterizzato da due occasioni da gol avute dai padroni di casa: Torregrossa ha spedito a lato dal cuore dell’area e Coly ha mandato di poco a lato dopo aver bruciato Improta nella corsa. Il duello è stato una delle costanti della sfida e non è un caso che il gol granata sia nato dalla capacità di uno dei due contendenti di prevalere sull’altro: il numero 19 granata ha rubato palla al terzino di colore ed ha battuto Mineli.
Nella ripresa il Brescia ha mantenuto il pallino del gioco in mano, arrivando ad un possesso palla superiore al 60%. L’innesto di Crociata ha rivitalizzato la compagine lombarda e tutto lo sviluppo del gioco ne ha tratto giovamento. Brocchi si è reso conto che la propria squadra aveva sofferto l’inferiorità numerica nella zona nevralgica del campo ed ha riassestato i suoi uomini sul rettangolo verde. Il pareggio è stato siglato in maniera analoga a come lo Spezia impedì alla Salernitana di espugnare il Picco: l’1-1 è giunto, infatti, a 10’ dalla fine, sugli sviluppi di una mischia su corner risolta in maniera rocambolesca (primo gol in B per Bisoli). Il punto raccolto rappresenta linfa vitale per una squadra che, nonostante l’età media molto bassa, sta dimostrando di potersela giocare alla pari contro chiunque. Non perdere quando si gioca male costituisce un ottimo indizio in ottica futura perché questa è una delle caratteristiche precipue delle compagine abituate a stazionare costantemente nella zona alta della graduatoria.
Corrado Barbarisi
