Buona prestazione per la Salernitana che, nella tana del Brescia, domina per 45 minuti prima di subire nella ripresa la rete dell'immeritato 1-1. Una prova di grande carattere per la compagine granata, capace di costruire un gran numero di occasioni da gol e di mettere in difficoltà la lenta e macchinosa retroguardia biancazzurra, sorpresa dall'atteggiamento grintoso di una quadra capace di tenere bene il campo, di accorciare con i tempi giusti e che sta migliorando settimana dopo settimana in entrambe le fasi. Due le grandi pecche dei 90 minuti del "Rigamonti": non aver chiuso il match in largo anticipo (clamorosa la chance capitata a Odjer poco prima del pari bresciano) e aver subito l'ennesimo gol sugli sviluppi di una palla inattiva. E' già successo, quest'anno, contro Pisa (in coppa Italia), Spezia, Vicenza, Spal e Benevento, un tallone d'Achille sul quale Sannino dovrà lavorare con maggiore attenzione per evitare di perdere punti pesanti a causa di errori assolutamente evitabili.
La gara. Salernitana in campo con gli stessi uomini ed il medesimo modulo della settimana scorsa, un 4-4-1-1 che diventava 3-5-2 in fase di non possesso soprattutto grazie all'encomiabile lavoro di Riccardo Improta. Ancora una volta, dunque, panchina per Alfredo Donnarumma, una scelta dettata dalla volontà di avere sulla trequarti un calciatore maggiormente rapido, più attivo in fase di non possesso e bravo a verticalizzare, cambiare il gioco e non dare punti di riferimento alla retroguardia avversaria. Proprio da un movimento azzeccato di Rosina nasceva la prima chance del match, tra l'altro dopo appena 20 secondi: peccato che Vitale, inseritosi alla perfezione, non riusciva ad inquadrare lo specchio da buona posizione. Pur rischiando in un paio di circostanze, la Salernitana teneva benissimo il campo. Busellato e Della Rocca formavano una sorta di gabbia intorno a Morosini, alzando il pressing quando Bisoli cercava di dettare i tempi della manovra, gli esterni sono ripartiti con efficacia seguendo alla lettera i dettami di Sannino, Marchi e Bernardini hanno francobollato Caracciolo seguendolo, a turno, in ogni zona di campo. Perfette le distanze tra i reparti: ogni qual volta un calciatore prendeva palla, c'erano almeno tre soluzioni a disposizione per poter ripartire. Coda dettava la profondità, il mediano si smarcava venendo incontro, uno dei due esterni si sovrapponeva mentre l'altro tagliava sull'out opposto. Bene anche gli inserimenti in area senza palla, soluzione provata con Busellato e Della Rocca più volte senza tuttavia lucidità al momento dell'ultimo passaggio.
Nella ripresa l'errore è stato quello di abbassare troppo il baricentro così come accaduto domenica scorsa, un errore fatale specialmente lontano dall'Arechi. In realtà il Brescia non ha costruito praticamente nulla, anzi ha rischiato di subire la seconda rete quando il neo entrato Odjer si è ritrovato a tu per tu con Minelli calciandogli incredibilmente addosso. A proposito dei cambi, sorprende la seconda esclusione consecutiva di Donnarumma che, oltretutto, non si è neanche riscaldato. Sannino, infatti, gli ha preferito Joao Silva, vicino al gol di testa sugli sviluppi di un corner, ma goffo un minuto dopo in una situazione potenzialmente molto pericolosa. Ad ogni modo, quando fuori casa pareggi e torni a casa con rammarico vuol dire che la crescita è evidente e che il mister sta lavorando bene; correggendo gli errori difensivi- e individuali- ci si potrà davvero divertire.
Gaetano Ferraiuolo
