In queste ultimissime ore, a Salerno si parla più della seconda esclusione consecutiva di Alfredo Donnarumma che della prova convincente della Salernitana sul difficile campo di Brescia. La tendenza è sempre la stessa: fare drammi se si perde e costruire un "caso" quando tutto procede per il meglio. Oggi i tifosi dovrebbero essere felici per la crescita costante della squadra, per il terzo risultato positivo nelle ultime quattro partite, per un atteggiamento autoritario che ha contraddistinto le ultime trasferte, per il gran cuore di un gruppo che, pur con qualche difetto, sta davvero onorando la maglia e che, per dirla alla Mezzaroma, non è stato messo sotto da nessuno neanche quando ha perso. Invece si parla di più della panchina di Donnarumma, ottimo calciatore che, come tutti, è a disposizione e deve accettare le scelte dell'allenatore. Non si può peccare di memoria corta e bisogna essere equilibrati anche nei giudizi: quando fu sostituito contro il Vicenza fu fischiato da quasi tutto lo stadio, oggi si attribuisce la mancata vittoria di Brescia alla scelta di Sannino di non impiegarlo durante i 90 minuti.
Certo, Donnarumma è un buonissimo calciatore e bisogna salvaguardare la componente psicologica di ogni singolo elemento, ma le motivazioni dell'esclusione possono essere differenti e proviamo a sintetizzarle così:
-Sannino sta facendo capire alla squadra che nessuno ha il posto assicurato e ieri ha ribadito che "sceglie in base all'atteggiamento che nota durante gli allenamenti. Il passato non conta, gli attaccanti devono capire che devono essere i primi a muoversi in fase di non possesso".
-equilibrio tattico. Con un centrocampo di quantità, ma abbastanza lento nelle ripartenze, avere uno come Rosina che agisce tra le linee (e che rientra spesso a dare una mano alla difesa) permette di avere più soluzioni di gioco e di manovrare palla a terra. Coda e Donnarumma, pur avendo un'intesa importante, sono ormai più prevedibili per le difese avversarie. Schierare contemporaneamente tutti e tre, soprattutto in trasferta, può essere un azzardo, soprattutto ora che si sta lavorando su una retroguardia che becca troppi gol pur essendo composta da ottimi giocatori
-ora ci sono tre partite in una settimana, ci sarà spazio per tutti e ieri, contro il Brescia, riconfermare l'undici che aveva ben figurato con il Benevento è stata una scelta logica e condivisibile
-obiettivamente, pur avendo segnato due gol, il suo avvio di stagione era stato ben al di sotto delle aspettative e tenerlo in panchina non è un dramma. Anche il gesto di stizza a Ferrara dopo il cambio, probabilmente, non è piaciuto a Sannino, sebbene i due si siano chiariti e stretti la mano già nello spogliatoio
Qualcuno dice che, dovendo giocare in contropiede e non con i lanci sulle fasce, Donnarumma potesse essere più utile rispetto a Joao Silva (che pure ha sfiorato il gol della vittoria con un buon inserimento su palla inattiva), ma con i se e con i ma non si fa la storia e i fatti dicono che, con questi uomini e quest'atteggiamento tattico, la Salernitana ha giocato benissimo negli ultimi 180 minuti. Ovviamente non si può disperdere un patrimonio tecnico ed economico come Donnarumma, giocatore che tuttavia deve moltissimo alla Salernitana e che, numeri alla mano, anche l'anno scorso non è stato titolare inamovibile soprattutto nel girone di ritorno. Si è parlato tanto anche del rinnovo, ancor di più ora che ha cambiato procuratore: a lui il compito di dimostrare il suo valore, accettando- come ha sempre fatto- le scelte di un allenatore che osserva tutto quotidianamente e che fa benissimo a tenere tutti sulla corda a prescindere da curriculum e nomi dietro le maglie.
Gaetano Ferraiuolo
