Salernitana, avanti tutta!

Sannino, buon impatto a Salerno, con lui la squadra gioca

Salerno.  

Punto positivo raccolto al “Rigamonti”. Qualcuno storcerà il naso, ma è proprio così. In un campionato equilibrato come quello cadetto, muovere la classifica invece è già tanto. E’ vero, con un pizzico fortuna e di attenzione in più, ora si stava a parlare della prima vittoria esterna in campionato, ovviamente tutt’altra storia. Ma basta tornare indietro nel tempo per rendersi conto che è giusto rispettare il detto, “chi si contenta gode”. L’anno scorso quanti punti sono stati gettati al vento, soprattutto nelle gare casalinghe, per la voglia di vincere, invece di accontentarsi magari del punticino? Sarebbero bastati due o tre pareggi interni, al posto di sconfitte assurde e addio play-out. Obiettivo raggiunto e vittoria conquistata nella regular season. Quindi ben venga il punto di Brescia, come inizio di una lunga serie positiva (secondo risultato utile consecutivo).

Innanzitutto va sottolineato che questa squadra ha un’identità di gioco. A detta di tutti la rosa della Salernitana è di buona qualità, certamente superiore a quella dello scorso anno. Cosa è mancato allora nella gare dove i granata sono tornati a mani vuote? Nessuna netta superiorità dell’avversario, ma errori individuali e mancanza della giusta cattiveria agonistica. Elemento fondamentale nel campionato di Serie B. Al di là di ogni discorso tecnico-tattico, requisito essenziale di base, ciò che fa la differenza talvolta è la determinazione o la grinta o “l’occhio della tigre” per dirla in termini pugilistici, che in campo mettono i giocatori. Puoi avere tutta la tecnica che vuoi, ma se non metti decisione nei contrasti, arrivi sempre ultimo. Qualità che sono mancate nelle gare in casa con il Vicenza e a Ferrara ad esempio.

Il trainer granata cura molto questo aspetto. Lo vediamo in panchina urlare, sbraitare e incitare i suoi, che recepiscono il messaggio, così come vuole il tecnico. A Salerno eravamo abituati negli ultimi tempi a gestioni più “compassate” e “diplomatiche”. Sannino è il classico sergente di ferro, che pretende rispetto e che, come si suol dire, “non guarda in faccia a nessuno”. Se un veterano non rende, va in panchina e spazio ai giovani, vedi Mantovani o Luiz Felipe. La scelta di Improta poi si è rivelata, almeno finora, azzeccata. Due partite eccellenti, condite da un gol importante realizzato proprio al “Rigamonti”. Ora il calendario strizza l’occhio ai granata. Tre partite in una settimana, di cui due casalinghe. Buona gestione del turn over per garantire freschezza atletica e forza agonistica e finalmente si potrà guardare avanti con maggiore ottimismo. Sarebbe quasi ora di collocarsi sul lato sinistro della classifica dopo tante sofferenze.

Maurizio Grillo