Centrocampista, capitano, protagonista di due storiche promozioni, autore del primo gol della storia all'Arechi in serie A, assessore allo sport e poi allenatore di un gruppo che, senza percepire un euro di stipendio, è andato ad un passo dal ritorno in cadetteria guadagnadosi comunque la stima e l'affetto del pubblico. A Salerno ha fatto praticamente di tutto, facendosi apprezzare come uomo prima che come professionista e sabato pomeriggio, siamo certi, anche una persona apparentemente fredda come lui proverà un pizzico di emozione. Stiamo parlando, naturalmente, di Roberto Breda, attuale tecnico della Virtus Entella che sta proseguendo a testa alta la carriera di allenatore dopo i miracoli sportivi di Reggio Calabria, Latina e Terni, piazze che ancora oggi lo rimpiangono e che lo riabbraccerebbero volentieri. Con la maglia granata, come detto, è stato protagonista assoluto: 230 presenze in campionato, 10 gol e quella fascia di capitano che gli permise di diventare leader assoluto di ogni gruppo che ha avuto la fortuna di lavorare con lui.
Il destino ha voluto che il salernitano Luca Fusco battesse il record di presenze con la maglia granata durante la sfida tra Salernitana e Reggina. Chi sedeva sulla panchina avversaria? Naturalmente Roberto Breda, una sorta di passaggio di testimone avvenuto in uno scenario quanto mai inusuale per una platea come l'Arechi. La Salernitana, infatti, era già retrocessa e sugli spalti c'erano meno di 1000 spettatori che, come sempre, intonarono il coro "c'è solo un capitano" ricordando le gesta dell'indimenticato numero 4. A proposito di numero 4. In occasione della sfida tra Salernitana e Cesena (vinta 6-1 dai padroni di casa, anche in quell'occasione in uno stadio vuoto ed in contestazione), l'ex presidente Aniello Aliberti decise di ritirare ufficialmente quella maglia "perchè Breda ha scritto al storia ed è un riconoscimento minimo per tutto quello che ha fatto a Salerno". Questa scelta, in verità, non è stata "rispettata" dalle società che si sono succedute: Lombardi affidò la 4 a Kyriazis, l'anno scorso toccò a Manolo Pestrin, stavolta ad Alessandro Bernardini.
Da allenatore, Breda ha incrociato due volte la Salernitana ottenendo altrettanti successi: 2-0 all'Arechi nella stagione 2009-10 (tre punti che permisero alla sua Reggina di blindare la salvezza), 4-0 l'anno scorso a Terni grazie ad una doppietta dello scatenato Ceravolo, in una partita passata alla storia per la scelta di Menichini di schierare Pestrin al centro della difesa a cospetto di avversari decisamente più rapidi. Alla vigilia della sfida tra Salernitana e Verona, la redazione di Granatissimi lo intervistò e lui rispose così: "Sarà un campionato lungo ed avvincente, i granata potranno contare su un pubblico molto caldo che può dare certamente una grossa mano. Io da avversario all'Arechi? Sicuramente mi emozionerò, ma è presto per pensarci: ci sono ancora tante partite da giocare". Ora il tempo è passato e il destino gli farà incontrare quella squadra e quella tifoseria che, grazie al riccioluto numero 4, ha sognato per anni e in tutti gli stadi d'Italia.
Gaetano Ferraiuolo
