La ricetta per fare strada in un campionato logorante come la B ha un ingrediente principale: la continuità di risultati. Ciò rappresenta un fattore imprescindibile, indipendente dall'obiettivo per il quale si lotta. Ce lo insegna il cammino effettuato dalla Salernitana lo scorso anno, durante la parte finale della gestione Menichini. I granata, nonostante abbiano avuto sempre un andamento lento, spesso caratterizzato da pareggi striminziti, riuscirono ad inanellare una striscia di risultati utili consecutivi a cavallo tra la trentaquattresima e la quarantesima giornata: in quelle sette gare arrivarono undici punti, frutto di due vittorie (contro Latina e Livorno all'Arechi) e di cinque pareggi (fuori casa a Novara, Vercelli ed Ascoli). Quel ruolino di marcia permise, poi, alla luce di considerazioni effettuate a freddo, il raggiungimento dell'obiettivo playout, minimo sindacale per una piazza come Salerno, ma traguardo il cui raggiungimento sembrava compromesso in virtù dei precedenti risultati negativi.
"Historia magistra vitae": Cicerone ci rammenta quanto sia importante trarre profitto dai fatti pregressi, attribuendo al passato una rilevanza notevole. La squadra guidata da Sannino, se intende davvero stazionare costantemente nella zona alta della classifica, dovrà far tesoro di quanto accaduto nella passata stagione e riuscire a garantirsi una striscia utile quanto più lunga possibile. Quest'anno, la Salernitana non è mai stata in grado di prendere tre risultati utili di fila: quale migliore occasione della sfida contro la Virtus Entella per sfatare questo tabù, dopo i quattro punti raccolti tra Benevento e Brescia, così da fiondarsi prepotentemente nella zona delle squadre in lotta per un piazzamento nella post season?
Corrado Barbarisi
