Dopo Roberto Breda, l'Arechi si prepara ad accogliere calorosamente un altro ex che ha scritto pagine di storia importantissime a Salerno pur in una stagione ricordata con tristezza non solo per la retrocessione, ma anche e soprattutto per la morte di 4 giovanissimi tifosi granata. Stiamo parlando, ovviamente, di Gennaro Gattuso, rinforzo del mercato di ottobre voluto fortemente dall'ex presidente Aniello Aliberti e capace di calarsi immediatamente nella nuova realtà dimostrando doti caratteriali al di fuori del comune per un ragazzo della sua età. A suon di prestazioni e palloni recuperati, "Ringhio" divenne un idolo indiscusso del pubblico granata che, con un pizzico di commozione, ricorda ancora le sue esultanze sfrenate sotto la curva Sud, il duello con Davids durante la gara con la Juventus e quel "Vi facciamo una testa così" nei confronti dei calciatori del Vicenza nello scontro diretto del 16 maggio 1999.
Da avversari, Gattuso e la Salernitana non si sono mai incontrati e sabato sarà portato in trionfo in nome di un rapporto indissolubile e che va ben oltre quel maledetto torneo di serie A. In occasione della festa promozione, nello splendido scenario dello stadio Vestuti, l'ex campione del Mondo infiammò la folla con queste frasi: "So cosa significa giocare all'Arechi quando la curva ruggisce. La Salernitana non si discute, si ama: è una fede, è un qualcosa che scorre nelle vene della gente, è una passione autentica che ti coinvolge e ti fa sentire calciatore di un certo livello. Ricorderò sempre con affetto quella maglia ed una tifoseria che merita palcoscenici diversi". A Pisa è il beniamino della tifoseria e un punto di riferimento fondamentale all'interno di uno spogliatoio che ha accettato di giocare senza garanzie economiche proprio in virtù del suo ritorno in panchina. Dopo la promozione inattesa della passata stagione, ora "Ringhio" cerca un nuovo miracolo sportivo e lo 0-0 di ieri contro la corazzata Verona conferma che la sua squadra incarna in pieno lo spirito di un allenatore destinato a fare una grande carriera e che, ne siamo certi, sabato accantonerà per qualche minuto la scorza da duro emozionandosi nel rivedere quella curva.
Gaetano Ferraiuolo
