La redazione di Granatissimi.Ottopagine ha stilato un'ipotetica formazione ideale valutando il rendimento di calciatori e allenatori dopo queste prime undici partite di campionato. Nell'undici di partenza (schierato con un atipico 3-4-3) spicca la presenza di diversi giocatori di Verona e Virtus Entella, due delle squadre più in forma; in panchina meritato riconoscimento per Gennaro Gattuso, cui grinta ed esperienza ha permesso al suo Pisa di non sciogliersi come neve al sole dinanzi a innumerevoli problemi societari. Ecco la nostra top 11:
Portiere:
Cragno (Benevento): Gori ha dimostrato di essere assolutamente all'altezza della situazione, ma il giovane ex Lanciano è una sicurezza per il presente e per il futuro. Attento nelle uscite, bravissimo tra i pali, sin dall'esordio in coppa Italia contro la Salernitana ha deliziato la platea con interventi strepitosi e decisivi.
Difensori:
Letizia (Carpi): in serie A ha fatto benissimo, figuriamoci in cadetteria. Bandiera della squadra biancorossa, il terzino è stato trattenuto con bravura dalla società e dalla dirigenza e sta ripagando la fiducia a suon di prestazioni straordinarie. Nell'uno contro uno è praticamente insuperabile
Keita (Entella): all'Arechi ha fatto un figurone, recuperando tantissimi palloni e denotando anche la giusta personalità. Rapido, intelligente tatticamente, attento in marcatura, è stato l'oggetto del desiderio per tanti club anche di categoria superiore, ma il ds Superbi ha respinto al mittente tutte le offerte costruendo attorno a lui un pacchetto difensivo di grandissimo spessore.
Ariaudo (Frosinone): sta crescendo di partita in partita rappresentando un baluardo insuperabile per tutti. La squadra di Marino gioca un calcio offensivo in casa ed in trasferta, per poterlo attuale serve una difesa di ferro, guidata da un calciatore di categoria superiore. Lui non sta tradendo le attese.
Centrocampisti:
Troiano (Entella): sa fare praticamente tutto. Imposta il gioco, recupera palla, sforna cross dal fondo, ogni tanto si toglie anche lo sfizio di segnare gol decisivi e spettacolari. Il sogno proibito di Mariotto nella stagione 2013-14 è ormai la bandiera di una squadra che non può prescindere da uno dei migliori centrocampisti della cadetteria.
Faragò (Novara): vivere un grande campionato è possibile per tutti, riconfermarsi è difficile e lui ci sta riuscendo. Nello scorso campionato ha incantato il popolo del "Piola", ora ha ripreso per mano i compagni di squadra guidandoli verso posizioni di classifica più consone al potenziale della rosa. Match winner in diverse occasioni, sa bene che è l'occasione per il grande salto e non può lasciarsela sfuggire
Bessa (Verona): a Como, in una squadra retrocessa virtualmente con tre mesi e mezzo d'anticipo, ha dettato legge giocando con la personalità del veterano. Non a caso, un club blasonato come il Verona ha deciso di cucirgli addosso la maglia da titolare scommettendo su di lui anche in ottica futura. Passargli il pallone è come metterlo in cassaforte. Fuoriclasse
Romulo (Verona): sta ricoprendo tutti i ruoli, talvolta Pecchia lo ha schierato anche difensore centrale o terzino pur di non rinunciare ad un elemento che, pochi anni fa, festeggiava da protagonista lo scudetto con la Juventus. L'Arechi ricorda bene il suo primo tempo, condito da una classe infinita e da una serie di lanci smarcanti degni dei grandi maestri avuti nel recente passato. Metà promozione passa per i suoi piedi
Attaccanti:
Pazzini (Verona): metà dei suoi gol sono arrivati dagli undici metri, ma la sola presenza in campo basta per mettere in allarme qualsivoglia difesa. Ciò che colpisce è la capacità di calarsi alla grande nella realtà di un campionato vinto con l'Atalanta da protagonista nel 2004 con Mandorlini in panchina. Ha voglia di riscattare l'amara retrocessione (e i 5 in pagella) del torneo scorso, l'avvio è da brividi e, continuando così, vincerà a mani basse la classifica marcatori
Cacia (Ascoli): contro il Cittadella ha deciso la gara con un tiro perfetto che si è insaccato all'angolino, pensare che stava per essere sostituito a causa di un dolore muscolare. Contro la Salernitana ha dimostrato che un attaccante forte può reggere da solo il reparto offensivo a prescindere dal numero di palloni che gli arrivano. Un lusso per la categoria, i marchigiani si aggrappano alle sue giocate per difendere la B, proprio come accaduto l'anno scorso
Litteri (Cittadella): nessuno, a Salerno, 6 anni fa avrebbe immaginato una crescita del genere. Eppure, tornato stabilmente in B, è partito come mai gli era capitato in carriera trascinando i granata del Nord verso posizioni di classifica neanche lontanamente immaginate ad inizio stagione. Sicuramente il "Citta" non può competere per la massima serie, ma con un Litteri così la permanenza in serie B è già garantita.
Allenatore Gattuso (Pisa): i motivi li abbiamo spiegati in precedenza. Sta gestendo con saggezza una situazione complicata, ai limiti del grottesco. La squadra rispecchia il suo carattere, subisce pochi gol, ha fermato la corsa del Verona e verrà a Salerno per fare punti pesanti in ottica salvezza. E' la risposta a chi pensa che, nel calcio, l'allenatore conti pochissimo.
Gaetano Ferraiuolo
