Daniele Balli è doppio ex di Salernitana e Pisa: 64 presenze e 67 gol incassati tra il 1997 ed il 1999 in maglia granata; una sola presenza nel mese di militanza coi nerazzurri nel 2009. Lo abbiamo intervistato telefonicamente in vista della sfida di sabato.
Che ricordi hai del breve periodo trascorso a Pisa?
“Pisa è una piazza blasonata ed importante, vive di calcio per sette giorni a settimana. C’è calore, pressione e grande entusiasmo, somiglia ad una città del Sud. Peccato aver militato solo un mese nel club toscano perché decisi di rescindere il contratto, in accordo con la società”.
Di Salerno hai parlato abbondantemente in tante interviste. Quali sono le parate che ricordi con maggiore trasporto emotivo?
“La parata più importante fu quella effettuata a Verona, su un tiro destinato all’incrocio dei pali: mi superai con un intervento prodigioso, sotto la curva occupata dai veronesi. Invece la parata più spettacolare fu quella compiuta a Perugia in bagher dopo aver recuperato la posizione frettolosamente”.
Che effetto ti fa vedere Rino Gattuso allenatore del Pisa?
“E’ un ragazzo d’oro e che merita il meglio. Personalmente ritengo che stia facendo un lavoro eccezionale, alla luce della situazione deficitaria a livello societario. Trasmette una grinta notevole e la squadra rispecchia il suo carattere. Credo che sia l’allenatore adatto a guidare il Pisa in questo frangente. Mi fa uno strano effetto vedere che, una settimana dopo Breda e Ricchetti, ora tocchi a lui tornare all’Arechi da allenatore: noi vecchie glorie di quella squadra ci stiamo evolvendo. Ricordo ancora quando si presentò a Baronissi il primo giorno di allenamento: non era vestito granché bene (se la ride, ndr), poi al Milan lo hanno educato anche sotto questo aspetto”.
Come hai visto la Salernitana in questo avvio stagionale?
“E’ già importante per la Salernitana militare in serie B. Finora la squadra ha raccolto meno di quanto avrebbe dovuto conseguire. Personalmente ritengo che la proprietà sia solida e possa garantire il salto in una categoria più consona al bacino d’utenza della provincia. Vedere città meno blasonate di Salerno in A è un pugno nell’occhio”.
Pronostico secco?
“Dico X per due motivi: in primis perché sono legato molto sia alla Salernitana he a Gattuso; in secondo luogo perché mio figlio (classe 2002) milita nei Giovanissimi Nazionali del Pisa. Più volte gli ho detto di desistere dal proposito di fare il portiere, ma in lui il desiderio è cresciuto sempre più ad ogni richiesta di non seguire le mie orme”.
Corrado Barbarisi
