Tifo...in rosa: le "Fedelissime" un esempio per tutti

Il gruppo, guidato da Celeste Bucciarelli, ormai da 31 anni segue con amore i colori granata

Salerno.  

Sulle note del nuovo tormentone “Io canterò oltre il 90′” si svolse pochi mesi fa la festa per i 31 anni del club “Le Fedelissime”, fiore all’occhiello della tifoseria salernitana e punto di riferimento per tante donne, giovani e meno giovani, che seguono ovunque e con immensa passione il cavalluccio marino. In presenza di una delegazione dell’U.S.Salernitana capeggiata dal team manager Avallone, dal centrocampista Odjer e dal fantasista Nalini, il tifo in rosa ha vissuto quel giorno un paio d’ore all’insegna dell’amicizia, del divertimento e della spensieratezza, tutte unite con l’obiettivo di spingere la squadra del cuore alla conquista dei traguardi sperati e che spettano di diritto ad un pubblico straordinariamente legato alla Salernitana. Ancora oggi, al di là di classifiche e distanze, tutte le iscritte macinano chilometri a sostegno di una fede, un modo per dimostrare il grandissimo senso di appartenenza alla città di origine e alla sua squadra di calcio. In tante meritano una menzione particolare.

Come dimenticare, ad esempio, le trasferte in terra sarda della signora Maria e dell’inossidabile Celeste Bucciarelli, entrate di diritto nella storia della tifoseria granata ed esempio da seguire per tanti giovani che non riescono ad innamorarsi della Salernitana. "Questa squadra è il mio elisir di giovinezza" ha detto più volte con le lacrime agli occhi la signora Maria, chiedendosi "come sia possibile che i ragazzi non vadano allo stadio  a seguire la nostra squadra di calcio". Riflessione quanto mai legittima. Mentre le nuove generazioni continuano ad innamorarsi dei top team della serie A, la tifoseria può vantare la presenza di persone che, nel corso dei decenni, hanno dimostrato con i fatti il proprio amore per i colori granata. Sono loro la forza della Salernitana, sono loro la vera storia di una squadra che non può prescindere da chi la ama davvero. 

Gaetano Ferraiuolo