In settimana Lotito è stato chiaro sostenendo che la Salernitana può e deve fare meglio di quanto fatto vedere finora. La squadra è stata allestita per ambire a traguardi ben più ambiziosi rispetto alla cosiddetta “salvezza tranquilla”. Per fare ciò c’è bisogno di raggiungere due obiettivi già subito nel breve periodo: il primo è quello di battere il Pisa alla prossima giornata, il secondo quello di ottenere quanto prima la prima vittoria esterna. La striscia di quattro risultati utili consecutivi, frutto di tre pareggi ed una vittoria, non può bastare ad una società che vuole alzare l’asticella dei risultati rispetto alla scorsa stagione. Rispetto allo scorso anno infatti, la Salernitana ha appena due punti in più e, con la media attuale (1,2 punti, frutto di 12 punti in 10 partite), finirebbe il campionato a 45/46 punti, troppo pochi per raggiungere una salvezza veramente “tranquilla”.
Sabato all’Arechi arriverà il Pisa di Gattuso, e Sannino non avrà altra scelta che mettere i tre punti nel mirino. La compagine toscana, che finora ha due punti più della Salernitana in classifica generale, è una squadra arcigna e che in trasferta ha una media inglese quasi perfetta. Su cinque gare giocate fuori dalle mura amiche infatti, il Pisa ne ha pareggiate ben quattro e persa una. Come la Salernitana, gli uomini di Gattuso non hanno ancora conquistato i tre punti in trasferta.
Con questi numeri il Pisa non si presenta proprio come l’avversario ideale per una compagine come la Salernitana che è chiamata a guarire dalla “pareggite”. Sannino, dal canto suo, sa bene che un risultato diverso dalla vittoria potrebbe indurre la società a delle riflessioni sulla gestione tecnica.
Vincenzo Amendola
