Dai 19mila di Salernitana-Verona ai 9mila di questo pomeriggio il passo è stato breve, del resto a Salerno va sfatato una volta e per tutte il "falso mito dei 20mila": negli ultimi anni, nonostante numeri record in ogni categoria, lo stadio è stato pieno soltanto in concomitanza di grandi eventi sportivi, quelle classiche partite di cartello che richiamano sugli spalti curiosi, semplici appassionati, amici degli amici e persone incentivate da iniziative promozionali. La vera forza della Salernitana, come abbiamo sempre rimarcato, è rappresentata dal cosiddetto zoccolo duro: gruppi ultras, club di tifoseria organizzata, gli storici del "Vestuti", coloro che sono ripartiti dalla D trascinando l'allora Salerno Calcio tra i professionisti, preludio al ritorno del cavalluccio sulle maglie. Tanti spazi vuoti all'Arechi, però, non significa tifo meno incisivo, anzi la carica degli "innamorati a prescindere" può risultare ancor più determinante dei mugugni di chi segue il calcio occasionalmente, ma non perde occasione per criticare e contestare. Oggi la Salernitana si aggrappa a loro, a quel dodicesimo uomo che non molla mai e che, quando ringhia, può spingere il pallone nella porta avversaria. Loro, sì, non la lasciano mai sola e canteranno...oltre il 90'!
Gaetano Ferraiuolo
