Con la squadra e la società che si ritrova, Gattuso a Pisa sta realizzando un mezzo miracolo. Oggi la sua squadra è riuscita ad imbrigliare la Salernitana di Sannino all’Arechi, un risultato non facile ottenuto davanti a quasi diecimila spettatori: “L’ultima volta che ho percorso quel tunnel diciassette anni fa ero sbarbato e avevo meno capelli bianchi” – ha raccontato nel post partita in sala stampa – “Da Salerno ho ricevuto tanto affetto da parte dei tifosi e non posso fare altro che ringraziarli. Tutto questo affetto probabilmente non lo merito perchè qui ho fatto poco, la gente mi saluta come se avessi giocato vent’anni ma qui ci sono stato solo sei mesi. Salerno ha dato tanto alla mia carriera, l’Arechi è stato il mio trampolino di lancio. Quell’anno in serie A siamo retrocessi in maniera anomala con ben 38 punti. Eravamo uno squadrone”.
Sulla partita: “Abbiamo preparato la gara prevedendo che Sannino potesse schierare i suoi sia con la difesa a quattro che a tre. Abbiamo sofferto molto nel primo quarto d’ora della ripresa, quando abbiamo rischiato di subire gol. Avevamo preparato la partita provando a sfruttare le ripartenze. Sapevamo che la Salernitana voleva vincere a tutti i costi perché i tre punti mancano da molto tempo, abbiamo tenuto bene il campo. Per quello che ha detto la partita il risultato lo ritengo giusto, vista la nostra situazione tutto quello che arriva me lo tengo stretto. I nostri 15 punti valgono molto di più, non dimenticatevi che giochiamo senza società”.
Le immagini hanno evidenziato la regolarità della rete non convalidata a Donnarumma: “Non ho visto l’episodio, me lo state dicendo voi. Comunque ci tenevo a dire che credo sia un’assurdità che i sistemi utilizzati dagli arbitri in Serie A, come i microfoni e l’uso della tecnologia non ci siano anche in cadetteria. Non c’è motivo per questa differenza così netta”.
Al temine della partita Gattuso è andato a salutare Donnarumma: “E’ un giocatore che ammiro molto, non entro nel merito delle vicende che non sono di casa mia. Nel calcio è normale che ci siano giocatori che ogni tanto scuotono la testa, alla fine però tutte le scelte spettano all’allenatore”.
Sulla situazione del Pisa: “Giochiamo praticamente senza società, quindi come dicevo tutto quello che ci viene ce lo prendiamo. Spesso abbiamo difficoltà anche ad allenarci, siamo pochi e quando si aggiungono anche delle indisponibilità come successo a Mannini questa settimana, la situazione non è facile”.
Su un suo possibile approdo a Salerno: “Salerno è una grande piazza e ha una società solida. Dopo tutto l’affetto che questa città ha nei miei confronti, un mio possibile approdo sulla panchina granata andrebbe valutato molto attentamente”.
Vincenzo Amendola
