Salernitana, ancora panchina per Laverone e Ronaldo

I due calciatori hanno collezionato pochissimi minuti nelle ultime settimane

Salerno.  

Le tre partite giocate in sette giorni hanno permesso a mister Sannino di far riposare alcuni calciatori leggermente affaticati e di gettare nella mischia molti elementi che, pur allenandosi con grandissima professionalità, non avevano trovato molto spazio nelle settimane precedenti. Quasi tutti si sono dimostrati all'altezza della situazione e hanno ripagato al meglio la fiducia dell'allenatore, convinto che "in un gruppo vige il criterio di meritocrazia, la rosa della Salernitana è valida e ci sarà spazio per tutti durante questo campionato così lungo". Nota di merito, ad esempio, per Giuseppe Caccavallo, autore di un assist pregevole durante la partita contro la Virtus Entella e migliore in campo nella trasferta di Ascoli: solo la traversa e un tocco decisivo del portiere Lanni gli negarono la gioia del primo gol in cadetteria, riconoscimento quanto mai meritato per un calciatore che ha una voglia matta di dimostrare il proprio valore anche in serie B dopo aver fatto sfracelli in Lega Pro con la maglia della Paganese. Performance sicuramente di spessore anche per Zito, Improta e Tuia, abile a riconquistare un posto nell'undici titolare nonostante la concorrenza di due giovani di valore come Mantovani e Luiz Felipe. In questa Salernitana camaleontica e che dà spazio a tutti, però, ci sono due volti abbastanza tristi. Il primo è quello di Lorenzo Laverone, passato in pochi mesi da colpo di mercato a seconda scelta nelle gerarchie dell'allenatore. Perico, in verità, non si sta comportando male, ma contro un Pisa totalmente rinunciatario poteva essere molto più utile affidarsi ad un terzino destro di spinta e che potesse garantire un buon numero di cross per le punte. Parlare di bocciatura è prematuro, di certo c'è che Laverone non si aspettava di restare fuori in tutte e tre queste partite. Stesso discorso per il brasiliano Ronaldo, elogiato da Sannino nell'ultimo giorno di mercato per la sua professionalità, ma ancora una volta ai margini dell'undici titolare. In un centrocampo di palleggiatori e gregari, lui sarebbe l'unico, per caratteristiche, in grado di dettare i tempi della manovra e di accendere la luce, peccato che Sannino lo ritenga troppo lento per la sua idea di gioco. Un addio a gennaio appare probabile, soprattutto se la società decidesse di investire su un altro centrocampista per rinforzare numericamente il reparto. Al mister il compito di tenere tutti sulla corda e di rendere partecipi i vari calciatori che compongono l'organico. Sicuri che Laverone e Ronaldo non possano essere utili alla causa granata?

Gaetano Ferraiuolo