Dopo il caso del gol fantasma non convalidato ad Alfredo Donnarumma nel corso dell’ultima gara contro il Pisa, si è riaperta la discussione sull’utilizzo della tecnologia a supporto della terna arbitrale anche nel campionato cadetto. Ad aprire il dibattito nell’immediato post partita di sabato, ci ha pensato Rino Gattuso: “Non capisco perché se in Serie A fanno uso della tecnologia non lo si possa fare anche in Serie B, si eviterebbero delle situazioni che a lungo andare potrebbero falsare i campionati”.
I campionati dove è utilizzata. Nel Mondiale del 2014 la Fifa ha utilizzato il sistema Goal Control, mentre il sistema Hawk-Eye (“occhio di falco”) è largamente impiegato nei campionati europei. La tecnologia dell’occhio di falco, la stessa già utilizzata in Premier, in Ligue 1, in Bundesliga, negli ultimi Europei di Francia, in Champions ed Europa League, ha lo scopo di aiutare gli arbitri nelle valutazioni più difficili per ridurre il margine di errore sugli episodi vicini alla linea di porta. Dalla scorsa stagione la GLT è stata introdotta anche nella Serie A italiana, dopo una serie di sperimentazioni (la prima al Mapei Stadium nel corso del Trofeo TIM estivo).
I costi e l’apertura di Abodi. Il presidente della Lega di Serie B Andrea Abodi, da sempre sensibile all’uso della tecnologia in campo, già dalla passata stagione aveva aperto alla sperimentazione una tantum in occasione dei play off di Serie B. Il problema principale, come spesso evidenziato, è legato ai costi che i club dovrebbero sostenere per l’implementazione di tale strumento tecnologico. Il Consiglio Federale ha specificato che costi sono a carico delle leghe. In Serie A ad esempio, ciascun club ha dovuto sborsare circa 200 mila euro per montare sensori e telecamere (una tantum) più circa 2500 euro a partita, per un investimento complessivo di circa 6 milioni di euro. In una fase preliminare si riteneva che “l’occhio di falco” avrebbe dovuto sostituire gli arbitri di porta, tuttavia così non è stato. L’Italia è l’unico Paese al mondo ad avere, insieme alla GLT, pure gli addizionali di porta. Gli assistenti addizionali costano circa 800 mila euro ogni anno alla FIGC che, oltre a garantire loro un fisso, deve mandarli ogni weekend in giro per gli stadi italiani. Attualmente la “Goal Line Technology” è oggetto di una valutazione interna alla Lega B in relazione al rapporto costi-benefici, dalla quale scaturirà la decisione su una eventuale adozione nei prossimi Campionati. Per la Serie B si pensa ad una tecnologia removibile, un sistema di telecamere da installare da uno stadio all’altro e per specifiche partite così da abbattere dei costi altrimenti insostenibili per la maggior parte delle compagini cadette.
Gli errori della tecnologia. Una riflessione, data la portata dell’investimento c’è anche in merito ai possibili errori a cui si potrebbe comunque andare incontro. La GLT prevede l’impiego di 7 telecamere per porta in ogni stadio, le quali effettuano il tracking della palla nell’area di porta: il tutto è spedito a una centrale operativa che effettua in automatico la valutazione. Il margine di errore è assai ridotto (massimo consentito, 15 millimetri), il gol è segnalato all’arbitro tramite un segnale nell’orologio da polso che indossa: segnale visivo e a vibrazione inviato appena un secondo dopo che il cui il pallone varca la linea di porta. Le telecamere vengono piazzate a metà campo, a sei metri e dietro alla porta. Il primo caso di "errore" tecnologico in Serie A si è registrato lo scorso 22 ottobre durante il derby tra Genoa e Sampdoria: al 39’ Silvestre colpisce la traversa e la palla rimbalza fuori dalla linea, ma l'orologio di Tagliavento vibra come se il pallone fosse entrato. Per l'occhio di falco il colpo di testa di Silvestre era gol, ma si è trattato di un errore fortunatamente risolto per il verso giusto. Successivamente la Lega ha giustificato l’episodio facendo riferimento ad una sorta di blackout del sistema.
Vincenzo Amendola
