di Andrea Fantucchio
Dissequestrato lo Stir di Pianodardine. Il tribunale del Riesame di Avellino, ha accolto il ricorso dell'avvocato Sergio Rando, che assiste il manager di Irpiniambiente, Nicola Boccalone. (Clicca sulla foto di copertina e guarda il video di Ottochannel. Servizio a cura di Angelo Giuliani, montaggio: Michele Urciuolo)
Al deposito rifiuti dell'area industriale di Avellino, erano stati apposti i sigilli dai carabinieri del Noe. Un'operazione che rientrava in un'inchiesta più ampia, condotta dalla Procura di Avellino nel territorio della Valle del Sabato. Per individuare le eventuali irregolarità in materia ambientale delle attività industriali della zona. Un'inchiesta nata anche sull'onda dell'attività di sensibilizzazione e denuncia dei comitati ambientalisti della Valle del Sabato.
La notizia di questa mattina, può porre fine all'emergenza rifiuti che colpito, la scorsa settimana, 52 comuni irpini. Paesi nei quali è stata sospesa la raccolta dell'umido. Dopo che la Provincia non aveva rinnovato la proroga di utilizzo dello Stir di Pianodardine per la raccolta della frazione umida. La mancata firma di Palazzo Caracciolo era dovuta all'assenza del parere favorevole dell'Arpac. Ente deputato al controllo dei livelli d'inquinamento. E ora, per avere una nuova proroga, bisognerà attendere il parere del presidente della Provincia, Domenico Gambacorta. E poi, in caso di volontà positiva, l'esito della conferenza dei servizi. E, quindi, anche il parere dell'Arpac.
Intanto, la prossima settimana, si andrà avanti con il piano di emergenza di Irpiniambiente.
La chiusura dello Stir aveva innescato un'emergenza. E la corsa alla ricerca di uno o più depositi privati che permettessero il conferimento della frazione umida. In questi giorni, Ottopagine e Ottochannel ve l'hanno raccontato, ci sono stati una serie di incontri fra istituzioni e privati. Irpiniambiente e Provincia avevano dovuto, loro malgrado, registrare il rifiuto della Defiam di Serino, la Fir Ecologia (Ex Irm) di Manocalzati, e la Dentice Pantaleone di Montefredane. Defiam e Dentice, si erano detti non disponibili a offrire i propri depositi. Anche alla luce della situazione dello Stir posto sotto sequestro.
Questa la sintesi del loro pensiero: se un simile deposito ha sforato, come sembra, il limite previsto dalla legge in materia ambientale, come potremmo farcela noi a prendere i rifiuti di 52 comuni? Discorso diverso per la Fir. Che è ancora in attesa di alcuni permessi della Regione.
Proprio alla luce di questi avvenimenti, il dissequestro di questa mattina appare risolutivo per l'emergenza attuale. Ma, e questo non va dimenticato, l'utilizzo del deposito di Pianodardine è già sintomatico di uno stato emergenziale. L'ha chiarito lo stesso Boccalone nei giorni scorsi: fino a quando non si potrà chiudere il ciclo di rifiuti in Provincia, si rischierà sempre il cortocircuito.
Ciclo dei rifiuti che, per essere completato in Irpinia, ha bisogno di impiantistica adeguata. Abbassando i costi per i cittadini. Purché, e questo è sottointeso, si individui un'area adeguata ad accogliere simili impianti. Un'area che non si trovi, in primo luogo, a ridosso di centri abitati.
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