Danze, maschere e colori: la Zeza strega Avellino. VIDEO|FOTO

La delegazione di Bellizzi è in città. Guarda foto e interviste ai protagonisti. Che spettacolo...

(Clicca sulla foto di copertina e guarda le interviste a tutti i personaggi della Zeza. A fine articolo, tutte le foto) Uno spettacolo che ha raccolto il testimone dei giorni precedenti.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio

(Clicca sulla foto di copertina e guarda le interviste a tutti i personaggi della Zeza. A fine articolo, tutte le foto) La Zeza di Bellizzi arriva ad Avellino. Quella di oggi è stata una mattinata all'insegna di colori, maschere, danze popolari, tradizioni. Uno spettacolo che ha raccolto il testimone dei giorni precedenti. Sabato scorso, il Carnevale avellinese è iniziato con l'esibizione della zeza mercoglianese, poi domenica c'è stata una delegazione congiunta di più comuni irpini, oggi il “palcoscenico” se lo prende Bellizzi. 

E lo fa con i suoi personaggi tradizionali: Il Cacciatore, Porzia, Don Zenobbio.

Ne intervistiamo qualcuno di fronte all'ingresso del Comune di Avellino. Proprio lo spiazzale antistante Palazzo di Città, è divenuto il palcoscenico di balli ed esibizioni. Gli avellinesi hanno risposto “presente”, con le scale che conducono al Comune gremite di persone di tutte l'età. Tanti genitori con accanto bambini sorridenti.

Ci avviciniamo ad un ragazzo che sembra vestito da pirata. Lui ci smentisce subito: «Sono un dottore. E che dottore! Don Zenobbio, aspiro alla mano della figlia di Pulcinella. Che non vuole concedermela. Era un padre geloso, sapete. Poi, dopo che l'ho curato, ha dovuto capitolare. Ma ripeto, non è stato facile. Godetevi lo spettacolo».

Sorridente anche Porzia: «Io sono la figura che fa perdere la testa a tanti contendenti. Il motivo della discordia. Quando ho iniziato, facevo il pescatore. La zeza è una tradizione che sento dentro, fin da piccolino».

Una gioia e una passione che finiscono per travolgere anche noi. Letteralmente. Ci troviamo così a scattare, con i protagonisti della Zeza, un selfie carnevalesco.

Ma l'allegria e la spontaneità di questi personaggi, non cancella certo la tradizione. Qui, il testimone di riti e protagonisti, è stato spesso tramandato di padre in figlio. Così come gli strumenti tradizionali. Spicca un utensile, a forma di fisarmonica, col quale il giardiniere porge la mimosa all'innamorata. Così come il fucile, tipico del cacciatore. Ma qui, nessuno si fa male. Al massimo ci si sporca di cipria e coriandoli.

«Sì – ci spiega un uomo, vestito da cacciatore – io sono un po' la guardia del corpo. Faccio sì che non si crei troppa confusione».

Mentre la banda carica, con i tamburi rullanti, ecco che di fronte a noi rivivono le antiche figure della tradizione. Un ballo a intreccio che non può lasciare indifferenti. Fra colori, suoni, e maschere: anche quest'anno la Zeza ha conquistato Avellino.

Se hai un disservizio o una storia da segnalare invia le tue segnalazioni alla mia mail: fantucchioandrea@gmail.com o sulla mia Pagina Facebook "FantucchioandreaGiornalista".

Puoi anche scrivere a: redazione.ottopagine@gmail.com o a ottochannel.tv@gmail.com. O alle nostre pagine Facebook: "Ottopagine", "Ottopagine Avellino", "Ottopagine Benevento", "Ottopagine Napoli".