Senza stipendio da mesi, Marco è disperato: basta bugie

L'ennesimo appello. Marco, disabile e senza stipendio da mesi, chiede aiuto alle istituzioni.

Revocato il sussidio per la sua condizione. Marco pretende una risposta dai rappresentanti comunali. Troppe promesse finora andate a vuoto.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

Non ci pagano da mesi: l'ennesimo appello dei lavoratori impiegati nelle cooperative vicine ad Acs. Uno dei portavoce lo avete già ascoltato più volte attraverso Ottopagine.it: si tratta di Marco Demetrio Di Gennaro. Invalido, abita con la madre a Mercogliano. Gli hanno revocato il sussidio economico per la sua condizione: risulta impiegato proprio per quel lavoro non retribuito. (GUARDA LA PRIMA DENUNCIA DI MARCO)

Marco continua a svolgere professionalmente il suo compito, occupandosi della pulizia della villa comunale e della custodia dei bagni. Lì, al centro di Avellino: dove lo conoscono tutti. Ha imparato a farsi apprezzare per il suo gran cuore oltre che per la grande dedizione al lavoro. E' un ragazzo che affronta ogni giorno col sorriso, turbato solo da quanto accaduto negli ultimi mesi.

Dopo l'inchiesta che ha colpito Acs, i pagamenti per i dipendenti delle cooperative si sono bloccati. Numerosi i problemi nell'erogazione dei fondi, con conseguenti disagi per i lavoratori. Una situazione speculare a quella che ha coinvolto le maestranze legate da un contratto esterno col teatro Gesualdo. Anche lì sono tanti gli uomini e le donne, con famiglie a carico, che non percepiscono stipendio da mesi.

Marco ha inutilmente provato ad appellarsi al cuore delle istituzione comunali: l'amministrazione di Avellino e quella di Mercogliano non gli hanno mai risposto. Noi ci facciamo portavoce dell'ennesimo appello, il terzo: fate qualcosa per questo ragazzo. E' compito delle istituzioni assicurare a tutti i cittadini il diritto al lavoro e alla dignità. Perché è tutta una questione di dignità: quella di Marco che è stata calpestata più volte. Per intervenire non si aspetti l'intervento delle tv nazionali o qualche gesto estremo.