di Andrea Fantucchio
Può una vita così chiamarsi vita? Il protagonista della nostra storia non percepisce lo stipendio da mesi e, nonostante l'invalidità, gli è stato revocato il sussidio economico previsto per la sua condizione. Eppure Marco Demetrio Di Gennaro continua a pulire la villa di Avellino senza ricevere soldi da dieci mesi. Ottopagine.it aveva raccolto l'appello di Marco lo scorso maggio. Da allora nulla è cambiato. (Clicca sulla foto di copertina e guarda l'intervista video di Ottopagine.it - Riprese di Simonetta Ieppariello)
Non si può vivere così
«Continuo a vivere da mia madre – racconta Marco – riusciamo a sopravvivere grazie alla pensione che riceviamo dopo la morte di mio padre. Ma è dura. Io mi arrangio come posso, cerco di fare qualche lavoretto. Ma nella mia condizione non è facile. Ci sono tante spese: l'acqua, la luce, ma anche il cibo da mettere in tavola. La mia povera mamma è stanca».
Marco paga gli effetti collaterali dell'inchiesta su Acs. Quando la Procura ha iniziato a indagare sulla partecipata comunale, sono stati sospesi i pagamenti ai dipendenti delle cooperative che erano legate ad Acs.
Tanti soggetti svantaggiati si sono trovati senza soldi e certezze per il futuro. Spesso con famiglie numerose a carico.
Un sorriso nella pioggia
Marco ha vissuto la stessa sorte toccata ai suoi colleghi che lavoravano al teatro Gesualdo. Maestranze alle quali recentemente non è stato rinnovato il contratto. Molti di loro non ricevono lo stipendio da oltre due anni.
Incontriamo Marco in villa comunale, dove ogni pomeriggio con la sua divisa blu continua a lavorare, anche adesso che sono stati tagliati i fondi al Settore Ambiente.
L'eroe della villa
Ha gli occhi lucidi mentre parla alla telecamera di Ottopagine.it: «Mi occupo della custodia dei bagni e del taglio del verde. Spazzo e mi assicuro che tutto si pulito. Prima mi occupavo anche della chiusura serale della villa. Adesso c'è dell'altro personale preposto, ma io continuo a darmi da fare. Mi sento utile».
Marco con la sua gentilezza ed educazione è diventato l'amico di molti. Chi viene in villa comunale non può fare a meno di notarlo. Nonostante la sua situazione ha sempre il sorriso sulle labbra. E continua stoicamente a svolgere il suo lavoro.
Ora ha ricevuto dal Comune l'ennesima promessa: dovrebbe essere pagato entro metà ottobre. Anche se, visti i precedenti, non è scontato che la sua storia abbia un lieto fine.
L'appello
Il Comune di Avellino e quello di Mercogliano, dove il ragazzo risiede da tempo, non possono lasciarlo solo. Marco ha bisogno del sostegno economico e di certezze per il futuro. I soggetti svantaggiati andrebbero infatti affiancati in un percorso di inserimento e affiancamento costante. Hanno il diritto di sentirsi utili e, quando dimostrano tanta buona volontà come Marco, vanno premiati. Una società civile questo lo sa e non può chiudere gli occhi di fronte a situazioni simili. Farlo significa violare i più banali principi di umanità.
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