Muore al Ps, nessuno avvisa i parenti: Servono infermieri per la comunicazione

Il presidente dei Medici Sellitto: indignazione comprensibile, servono figure ad hoc per comunicare

muore al ps nessuno avvisa i parenti servono infermieri per la comunicazione
Avellino.  

Indagine interna all'ospedale Moscati di Avellino per stabilire e individuare ogni responsabilità su quanto accaduto domenica scorsa, quando una anziana di Montamarano è morta ma i suoi parenti sono stati informati solo 12 ore dopo. In servizio quella sera solo due medici di turno a fronte della concomitanza, nell'urgenza, di ben 21 codici rosso.

La storia di Nonna Rosa

La storia di nonna Rosa, 84 anni, ha scatenato una comprensibile ondata di dolore e indignazione. Il primario del Reparto Antonino Maffei ha pubblicamente chiesto scusa a nome dell'azienda per quella che lui stesso ha definito" una grave dimenticanza". Dopo il decesso era stata contattata la Rsa in cui nonna Rosa era ospite, ma non i familiari. Al numero della residenza nessuno aveva risposto e i parenti dell'anziana sono venuti a sapere del decesso solo 12 ore dopo, in orario di visita al Ps del Moscati.

Sellitto: figure ad hoc per comunicare

“L'indignazione è comprensibile per questa storia – commenta il presidente dell'ordine dei medici, Francesco Sellitto -. Si tratta di un grave caso di mancata comunicazione per questo, e da tempo, invoco la formazione e assunzione di figure specifiche addette alla comunicazione con i parenti nei pronto soccorso. Figure deputate alla comunicazione con i parenti di chi è assistito nel reparto in urgenza. Figure che risulterebbero strategiche anche per evitare casi di violenza e aggressione in danno ai familiari, perchè specificamente formate ad interfacciarsi con i familiari in situazioni di grande stress, come quelle vissute nei pronto soccorso”.