di Andrea Fantucchio
In quei momenti pensavo solo che la telecamera non l'avrei lasciata per nulla al mondo. La verità era lì dentro! Eloquente il senso del messaggio (che riporteremo integralmente in questo articolo) postato su Facebook dal cameraman di Luca Abete, Luca Grafner.
L'altro protagonista della vicenda che vede coinvolta la polizia di Avellino durante il servizio d'ordine offerto al ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini.
Fatto diventato di rilievo nazionale dopo la puntata del tg satirico Striscia la Notizia andata in onda ieri sera. (Clicca sulla foto di copertina e guarda il video di Ottochannel girato dal collega Angelo Giuliani)
Un ruolo, quello di Grafner, che spesso finisce per passare, e a torto, in secondo piano rispetto al giornalista che i cameraman accompagnano.
Un po' come i mediani cantati da Ligabue, salvo casi sporadici mai celebrati dalle cronache, ma senza i quali vincere una partita così come i mondiali è impossibile.
Eppure proprio Grafner e i suoi colleghi sono spesso in prima linea quanto e più dei giornalisti per offrire il servizio di informazione migliore.
E con ritorni economici e d'immagine decisamente inferiori.
Operatori che rimangono con la telecamera saldamente stretta in mano anche quando la loro incolumità personale viene minacciata.
O quando si trovano in situazioni al limite come quella toccata a Grafner ad Avellino.
Proprio al cameraman è stato intimato, come ripreso dal servizio di Striscia la Notizia, di consegnare il girato. C'è anche una frase rivolta agli operatori video presenti , “ti faccio cadere i denti ad uno ad uno”.
Situazione che ha lasciato inevitabilmente amarezza. Come testimonia il messaggio dello stesso Grafner: “Sono ore particolari. Sicuramente da quando faccio questo lavoro le più confuse. Negli anni ho preso bastonate, schiaffi, spinte. Ho filmato – continua – situazione e cose che neanche potevo lontanamente immaginare, sempre la stessa missione ultima di raccontare a quante più persone possibili, nel migliore modo possibile, verità diverse, realtà diverse. Verità e realtà a volte estemporanee a cui si stenta a credere. Beh … durante i fatti di venerdì, il primo a non credere a quello che stava succedendo questa volta ero io. In quei momenti ho capito e ragionato ben poco … il pensiero certo però era uno … la verità è qui, la telecamera non la lascio!”.
