di Andrea Fantucchio
Più di settanta indagati per traffico illecito di rifiuti. I numeri dell'inchiesta della Dda di Napoli che ha investito l'Irpinia. La scorsa settimana è stata sequestrata una cava, proprio in provincia di Avellino (Leggi qui i dettagli). I carabinieri del Noe di Salerno e della polizia ambientale e forestale di Avellino hanno messo i sigilli all'area di oltre 86mila metri quadrati. Sequestrati mezzi e impianti di frantumazione.
Nel mirino della Procura una presunta gestione abusiva di rifiuti speciali non pericolosi, oltre 55mila tonnellate. Viene contestato il trattamento dei rifiuti senza iscrizione o autorizzazione, riportando sui formulari certificazioni valide per le sole attività estrattive e di ricomposizione ambientale. Probabilmente il provvedimento sarà presto impugnato. I proprietari della cava proveranno a smentire le accuse e dimostrare l'insussistenza delle esigenze cautelari.
Come detto, sono oltre settanta le persone tirate in ballo nell'inchiesta affidata a Giuseppe Visone, esperto in reati ambientali e urbanistici. Il perno dell'indagine è rappresentato dal trattamento dei rifiuti, migliaia di tonnellate, che non rispetterebbe il protocollo previsto. Si parla anche di rifiuti speciali, per in ipotetico giro di centinaia di migliaia di euro: attività illecite che sarebbero riconducibili agli oltre settanta indagati.
Il trattamento dei rifiuti è un tema particolarmente caldo in Campania. Dopo l'inchiesta dei colleghi di Fanpage, “Bloody Money”, su rifiuti, affari e politica. In seguito alla quale si sono dimessi l'ormai ex assessore di Salerno, Roberto De Luca, e Biagio Iacolare, presidente della Sma, società della regione Campania che si occupa di bonifica e depurazione. Ora nella nuova puntata è stato ascoltato l'ex responsabile anticorruzione della Sma. Ha dichiarato di aver denunciato spese pazze e di non essere stato mai ascoltato.
