di Andrea Fantucchio e Simona Addivinola
«L'albero di trasmissione del bus si è rotto perché l'autista, mentre il mezzo scendeva a tutta velocità, considerata anche la pendenza dell'autostrada, tendeva a frenare e perdere la possibilità di fermare il mezzo che nel frattempo non si arrestava e perdeva il controllo». Uno dei passaggi salienti della deposizione dell'ingegnere Pasquale Iannotti, uno dei testi della difesa di Vittorio Saulino, imputato nel processo per la strage del precipitato dal viadotto dell'Acqualonga. Quel tragico 28 luglio del 2013. Quaranta i morti. Quindici gli imputati accusati a vario titolo di omicidio colposo plurimo, falso in atto pubblico, disastro colposo e omissione in atti d'ufficio. Saulino, rappresentato dall'avvocato Antonio Rauzzino, come impiegato della "Motorizzazione Civile" di Napoli, secondo l'accusa, con l'aiuto di un’altra dipendente dello stesso ente, avrebbe falsificato il documento alcuni giorni dopo la tragedia.
Dopo il contro-esame dei periti di Autostrade, affidato al procuratore capo Rosario Cantelmo e al sostituto Cecilia Annecchini, oggi è stato lasciato spazio a un teste della difesa. Ha offerto la sua ricostruzione dell'incidente.
Ha spiegato che «la revisione è la foto del veicolo sulla base di norme e parametri. Tutto ciò che riguardano le prove di revisione può andare in contro a difetti. Tutti i controlli sono esclusivamente visivi. La legge in materia dice che il veicolo deve essere sicuro: la responsabilità ricade sul guidatore e sul proprietario. Il veicolo viene infatti presentato per la revisione dopo una pratica sulla quale viene inserita un gruppo di dati fondamentali per l'autenticazione del mezzo».
Per quanto riguardano i bulloni che, secondo la ricostruzione dell'accusa, non erano istallati bene, il teste ha affermato che, «qualcuno potrebbe averli anche manomessi».
Il giudice Luigi Buono, dopo l'opposizione della difesa di Autostrade, ha stabilito che le dichiarazioni rese in aula dal teste fossero acquisibili, mentre la perizia da lui redatta non lo era. In quanto il testimone era indicato come “persona informata dei fatti” e, comunque, non come consulente. Si torna in aula il prossimo 16 marzo.
Rileggi le precedenti udienze:
1) Strage bus Acqualonga: attesa per i consulenti di Autostrade (22 novembre)
2) Strage bus, nuovo video dell'incidente: «La vera dinamica» (6 dicembre)
3) Strage bus, «Le barriere erano in regola. Numeri sbagliati» (20 dicembre)
4) Strage bus: "Barriere a norma. Colpa del mezzo e dell'autista" (24 gennaio)
5) Strage bus, Procura all'attacco: «Mancavano degli ancoranti» (31 gennaio)
