Inchiesta Aias, due dissequestri dinanzi al Riesame

Questa mattina si sono discusse le due richieste avanzate da altrettanti indagati.

Il Riesame dovrà esprimersi su due richieste di dissequestro avanzate dai difensori di due indagati nell'inchiesta sulle onlus irpine, Aias e Noi con Loro, specializzate nell'assistenza ai disabili.

Avellino.  

 

di Andrea  Fantucchio 

Questa mattina è arrivata, dinanzi ai giudici del Riesame di Avellino, l'istanza di dissequestro di somme sui conti correnti e beni avanzata dai difensori di Annamaria Preziuso e Antonio Nigrelli, due degli indagati nell'inchiesta sulle onlus irpine, "Aias" e "Noi Con Loro", specializzate nell'assistenza dei disabili. E finite al centro di un'indagine, della Procura di Avellino, per truffa, riciclaggio, malversazione ai danni dello Stato e peculato. Sono dieci le persone sotto inchiesta fra le quali la moglie dell'ex premier Ciriaco De Mita, raggiunta oggi dall'obbligo di firma. L'ex presidente di Aias, Gerardo Bilotta, è invece finito ai domiciliari. (LEGGI DELLA STESSA INCHIESTA «Aias e lady De Mita: arresti e obblighi di firma ai raggi x»«Le De Mita, la signora delle pulizie e quei fondi alla Onlus»  e «La Onlus della De Mita, Aias e quel registro dei conti rubato» e il commento «Inchiesta Aias, c'è chi pensa: giustizia a orologeria»)

Nei confronti di Annamaria Preziuso è ipotizzato un concorso in riciclaggio. Per i magistrati avrebbe effettuato prelievi in contanti dai conti Aias ed emesso vaglia postali e assegni circolari, che sarebbero poi stati utilizzati dall'ex presidente della onlus, Gerardo Bilotta, per pagare le ditte che hanno realizzato i lavori su una villa di proprietà dell'ex consigliere di Avellino a via Camposanto. La somma distratta ammonterebbe a circa 120mila euro, che provenivano da soldi versati dalla Regione all'Aias e che sono valsi alla Preziuso e a Bilotta anche un'ipotesi di reato per peculato.

Nigrelli è accusato di malversazione ai danni dello Stato in concorso con le due figlie di De Mita, Simona e Floriana, la Scarinzi, Marco e Massimo Preziuso. Avrebbero destinato, parte di un finanziamento regionale destinato a Noi Con Loro, per «soddisfare interessi propri o di terzi». La difesa degli indagati che hanno avanzato richiesta di dissequestro è affidata, fra gli altri, agli avvocati Giovanni Iacobelli e Generoso Pagliarulo.