Furti ad Avellino, caccia alle bande: si cerca in provincia

Attenzione focalizzata su Gesualdo e Montemiletto. Attenzione puntata su targhe e immagini.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

Furti in abitazione ad Avellino. Le indagini della Questura procedono spedite. E si stanno focalizzando sui paesi di Montemiletto e Gesualdo. Le bande di criminali - almeno due - che hanno svaligiato alcune case di Contrada Archi e Contrada Bagnoli, potrebbero essere le stesse che hanno “seminato il terrore” fra gli abitanti del paese del Castello della Leonessa. Dove – alcune settimane fa – proprio dei malviventi in fuga hanno sparato dei colpi di pistola. Per fortuna senza colpire nessuno.

Come procedono le indagini

Ma cosa lega Avellino a Gesualdo e Montemiletto? Gli investigatori stanno incrociando le targhe delle auto catturate, dai servizi di telecamere, nei pressi dell'abitazione. E confrontandole con quelle immortalate durante i furti a Montemiletto. Un lavoro di indagine agevolato dalla piattaforma tecnologica Mercurio. Un sistema che mette in rete le informazioni delle Questure di tutta Italia. E permette di risalire al database di pregiudicati e auto rubate. Alcune indizi porterebbero a delle bande di ladri dell'Est Europa specializzate in colpi in appartamento. Si tratta di professionisti.

Come agiscono i ladri

Prima un sopralluogo. Viene studiata la zona da colpire. E scelte le case più isolate e senza allarmi. Spesso i ladri si aggirano personalmente in zona, magari anche spacciandosi per tecnici di società di energie. E così possono scegliere quelle che reputano le case “più vulnerabili”. Altre volte sono agevolate in questo compito da qualcuno del posto.

Durante i furti agiscono solo alcuni componenti della banda. Mentre all'esterno resta un palo. Spesso in un'auto rubata poco prima e alla quale è stata alterata la targa.

Gli accertamenti eseguiti finora

Parte dell'indagine della Questura di Avellino, nata dopo gli accertamenti della Volante guidata da Elio Iannuzzi, è rivolta proprio a un lavoro di ricostruzione delle provenienza delle vetture. Fino ad arrivare alla casa che le ha noleggiate o al luogo nel quale sono state rubati. Gli investigatori sarebbero molto vicini all'identificazione dei ladri.

L'ipotesi più accreditata è che si tratti di almeno due bande. Composte per lo più da stranieri. Un primo identikit è emerso proprio dalle registrazioni di sistemi di sorveglianza privati, posti a ridosso delle strade. Gli altri elementi le hanno fornite le vittime dei furti. Ieri proprio un residente di Contrada Archi ha raccontato di essere stato minacciato dai ladri. I malviventi in alcune occasioni hanno agito con i residenti che si trovavano all'interno dell'abitazione. E solo il caso ha evitato che ci fosse un incontro.

La refurtiva sottratta dai malviventi

I ladri – nei colpi registrati ad Avellino ma anche nell'immediato hinterland – hanno portato via oggetti d'oro o di elettronica. Una refurtiva facile da rivendere. O utile per eseguire i così detti cavalli di ritorno. La vittima dei furti viene contattata dai malviventi che chiedono il prezzo per “riscattare la merce”.

L'indagine della Questura mira a ricostruire anche le telefonate effettuate dai sospettati. E permettere, così, di incastrare i criminali. Sarebbero diversi i passi falsi commessi dai ladri. Errori che potrebbero costar loro caro. Il cerchio degli investigatori si sta stringendo. Nelle indagini sono coinvolti diverse sezioni: a partire dal nuovo ufficio di prevenzione dei reati. Dove vengono studiate le modalità dei furti e individuate le zone "più a rischio":