Diplomi falsi, nella rete anche funzionario Provveditorato

Sono sei gli indagati. E' il secondo filone d'indagini: coinvolte diverse scuole

diplomi falsi nella rete anche funzionario provveditorato
Avellino.  

Hanno notificato sei misure cautelari alle prime luci dell'alba. Il giorno dopo la sentenza che aveva chiuso la prima fase delle indagini sui diplomi falsi. 

Appena ieri la sentenza del processo di primo grado a carico di Antonio Perillo.

Perillo è stato condannato a 5 anni e mezzo. Il pm per lui ne aveva chiesti 7. 

L'operazione è stata eseguita dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Avellino nei comuni di Avellino, Montefalcione, Ottaviano (Na), San Prisco (Ce) Palma Campania (Na).

Si tratta di un’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari, della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio e dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria (anche a carico di un funzionario del Provveditorato agli Studi di Avellino), emessa dal GIP presso il Tribunale di Avellino su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 6 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio; falsità materiale ed ideologica commessa dal pubblico ufficiale; reati in concorso, continuati ed aggravati.

Le persone raggiunte dal provvedimento sono coinvolte in un giro di compravendita di falsi attestati,  più di 50 i casi valutati.

Le indagini, che si sono protratte per diversi mesi, costituiscono uno stralcio di una precedente attività investigativa che già nel gennaio 2018 aveva portato all’arresto di un avellinese per un analogo episodio corruttivo.

Per portare a termine l’attività investigativa sono state eseguite intercettazioni telefoniche ed ambientali e svolti tradizionali servizi di osservazione e controllo, acquisizione di materiale documentale, che hanno consentito di risalire agli istituti scolastici che avevano rilasciato false documentazioni.

I militari hanno appurato che gli indagati, in concorso tra loro, dietro compenso di somme che andavano dai 2.000 ai 2.300 euro, si adoperavano per procurare false attestazioni di frequenze per corsi EIPASS o equiparati, patenti europee di informatica, diplomi di “qualifica” presso strutture scolastiche private paritarie campane, anche al fine di incrementare il punteggio per la partecipazione a concorsi pubblici ed in particolare al concorso per personale Ata –Scuola scaduto il 30 ottobre del 2017.

Contestualmente all’esecuzione della misura cautelare, sono state effettuate perquisizioni domiciliari e locali presso le abitazioni degli indagati e presso le sedi di lavoro.